Bollettino Parrocchiale di Rivarolo

IL SALUTO DEL PARROCO

PASQUA 2017

COME SAN PAOLO AD ATENE

 

Carissimi parrocchiani e amici lettori del Bollettino,

 

SANTA PASQUA A TUTTI!

 

Il Bollettino di Pasqua di quest’anno porta con sè in particolare la cronaca della Visita pastorale che il nostro Vescovo Mons. Cerrato ha effettuato nei mesi di Febbraio e Marzo. E’ stato bello poter accogliere per questo evento ecclesiale il nostro Pastore ed essere stati spronati da lui a continuare nel cammino e nella testimonianza della vita cristiana, senza scoraggiarci, consapevoli di vivere in una società che sta diventando sempre più pagana, nel suo modo di pensare e di ragionare. Il paganesimo del nostro tempo si manifesta essenzialmente in una serie di idee presentate come „valori” che nulla hanno a che fare con la dottrina cristiana perchè mettono al centro l’uomo con i suoi desideri, il suo „benessere” ed i suoi presunti diritti sulla vita, marginalizzando o addirittura eliminando progressivamente ogni riferimento al Dio di Gesù Cristo ed alla vita ultraterrena. Il prendere consapevolezza di questa realtà ci deve aiutare, come Chiesa, a ritrovare lo slancio missionario dei primi cristiani che, seppur minoranza e proprio immersi in una società pagana, seppero convertirla al cristianesimo rinnovandola completamente. Il Vescovo ci ha portato l’esempio di S.Paolo all’Areopago in Atti 17,22-31: Allora Paolo, alzatosi in mezzo all’Areòpago, disse: «Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, (…) Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo. (…) Dopo esser passato sopra ai tempi dell’ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti». A prima vista sembrerebbe che la predicazione di San Paolo non dia i frutti sperati: «Appena sentirono l’accenno alla risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: Ti sentiremo su questo un’ altra volta. Così Paolo uscì da quella riunione» (17,32-33). Il discorso di Atene è un quadro di forte denuncia. Negli Atti, S.Luca dice che S.Paolo «fremeva nel suo spirito al vedere la città piena di idoli” (17,16). E gli esponenti dell’umanesimo pagano – stoici ed epicurei – sono presentati come gente mossa da superficiale e volubile curiosità: «Non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare» (17,21). S.Paolo vede l’umanità immersa nell’ignoranza e che soltanto ora – con la venuta di Cristo e il suo annuncio – può giungere alla vera conoscenza. Ed è questo un traguardo al quale non si perviene con un cammino autonomo o con uno sforzo umano, ma soltanto attraverso un annuncio: «Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio». S.Paolo non fa dunque una dimostrazione, dà una notizia; non si presenta come filosofo, ma come profeta. Alla conoscenza del vero Dio, – il Dio di Gesù Cristo – l’uomo non giunge sviluppando conoscenze già possedute, partendo da premesse già poste, bensì attraverso una conversione: «Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi».

Ad Atene, umanamente parlando, fu una sconfitta, ma «alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro» (17,34), grazie a quei pochi che ascoltarono l’annunzio e seguirono S.Paolo, iniziò a diffondersi il germe cristiano nel mondo pagano. Tutto questo è avvenuto al tempo della prima evangelizzazione cristiana: non potrebbe nuovamente avvenire nel nostro tempo di seconda evangelizzazione dell’Europa? Non sentiamoci marginali o superati perchè spetta proprio a noi ridare voce alla visione cristiana della vita e del mondo!

d.R.

 

QUARESIMA 2017

DALLA VISITA PASTORALE

AL TEMPO DI QUARESIMA

 

Carissimi,

si avvia verso la conclusione la Visita Pastorale alle nostre Parrocchie e, contemporaneamente, entriamo nel tempo forte della Quaresima. Tempo nel quale la Parola di Dio sottolinea l’esercizio della carità attraverso le opere di misericordia corporale – «dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti» – ma anche attraverso quelle di misericordia “spirituale”: «togliere di mezzo l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, aprire il cuore all’afflitto». Da questa comunione fraterna che nasce dalla comunione con Dio, ci ricordava il nostro Vescovo nell’omelia della S.Messa vicariale di inizio della Visita pastorale a San Benigno, “la comunità cristiana cresce e nell’insieme, come nei singoli, realizza quel che Gesù dice nel Vangelo (Mt 5,13-16) «Voi siete il sale della terra; voi siete la luce del mondo. Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»: parole che dicono la nostra identità, ma che mettono in guardia dal perderla, poiché – aggiunge il Signore – «se il sale perde il sapore, a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio…»” Proprio per vivere bene anche come comunità la nostra Quaresima di Fraternità, a partire dalla I Domenica di Quaresima e fino alle Palme, verranno collocati al fondo delle chiese di San Giacomo e di San Michele dei cestini nei quali potremo depositare generi alimentari che verranno destinati alla nostra Caritas Interparrocchiale. Un segno che vuole testimoniare, accanto alla preghiera ed al digiuno di questi 40 giorni, la nostra carità che si rende operosa per i bisogni materiali dei nostri fratelli.

Buona Quaresima!

d.R.

 

 

SETTEMBRE 2016

Carissimi parrocchiani e amici lettori del Bollettino,

la ripresa delle attività autunnali dopo l’estate è un periodo molto ricco e fecondo che ci coinvolge tutti.

A partire dall’Anno santo che a grandi passi sta volgendo verso il termine, e che è stato vissuto da un punto di vista spirituale molto intensamente anche nella nostra città. La pagina della cronaca giubilare ci testimonia i piccoli e grandi pellegrinaggi che si sono avuti nella nostra chiesa giubilare, ma tralascia ciò che la cronaca non può documentare, ovvero l’abbondante grazia che è stata riversata e continua ad essere riversata su tutti coloro che, specialmente singolarmente, si sono recati e si recheranno ancora per accostarsi al sacramento della Confessione e ottenere il dono dell’indulgenza.

Nei prossimi mesi avremo, dopo che il Vescovo in occasione del pellegrinaggio diocesano ad Oropa ne ha dato l’annuncio, il calendario diocesano della prossima Prima Visita Pastorale con l’indicazione del periodo in cui si terrà la Visita nella nostra Vicaria. Come è già avvenuto in passato, la Visita Pastorale sarà un’occasione propizia per fare il punto sul nostro cammino ed impegno di fede e per ripartire da Cristo con rinnovato slancio.

La  pagina dei Lavori in corso testimonia la vitalità delle nostre parrocchie anche nel custodire, mantenere ed incrementare il patrimonio storico-culturale-religioso che ci è stato tramandato dai nostri padri.

Sono in corso le iscrizioni per il catechismo parrocchiale in vista dei Sacramenti della Confessione, Comunione e Cresima. Ricordo che il Catechismo inizia in seconda elementare con i due anni di preparazione alla prima Confessione e alla prima Comunione, prosegue immediatamente in quarta elementare con la preparazione alla Cresima e, a partire dalla seconda media conferisce ai giovani la possibilità di entrare a far parte dei vari gruppi giovanili del nostro Oratorio. Accompagniamo con la preghiera don Maurizio, Suor Liziana, i catechisti, gli educatori e gli animatori del nostro Oratorio perché anche in questo nuovo anno possano essere strumenti docili nelle mani del Signore per guidare sulla retta via i nostri giovani.

            Assicurando a tutti il mio ricordo nella preghiera, vi saluto con affetto

d.R.

FESTA PATRONALE DI SAN GIACOMO 2016

 

Carissimi,

giunga a tutti voi un augurio grande di Buona Festa Patronale!

Quest’anno le manifestazioni per la festa patronale di Rivarolo iniziano proprio lunedì 25 luglio, giorno liturgico della festa di San Giacomo Apostolo. La preghiera che la chiesa innalza al Signore in questo giorno chiede che, per la gloriosa testimonianza dell’Apostolo, siamo confermati nella fede. E’ proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno: essere confermati nella fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli e dai loro successori perché, custodendola nella sua integrità, sappiamo trasmetterla alle nuove generazioni. Possa il Signore illuminare i legislatori, i governanti e gli uomini della cultura perché la nostra Europa sappia riscoprire e far fruttificare le proprie radici cristiane.

Buona festa a tutti!

d.R.

LA PASQUA   NELL’ANNO SANTO: ATTO SUPREMO DELLA MISERICORDIA DI DIO
Carissimi parrocchiani e amici lettori del Bollettino,
SANTA PASQUA A TUTTI!

“Con questi sentimenti di gratitudine per quanto la Chiesa ha ricevuto e di responsabilità per il compito che ci attende, attraverseremo la Porta Santa con piena fiducia di essere accompagnati dalla forza del Signore Risorto che continua a sostenere il nostro pellegrinaggio. Lo Spirito Santo che conduce i passi dei credenti per cooperare all’opera di salvezza operata da Cristo, sia guida e sostegno del Popolo di Dio per aiutarlo a contemplare il volto della misericordia” (Misericordiae vultus 4). Attraversare la Porta della Misericordia della nostra chiesa di San Giacomo in occasione del Triduo Pasquale e successivamente in questo Tempo che ci conduce alla Pentecoste, come ben ci ricorda il Santo Padre Francesco, acquista un significato particolare. La Passione e la Morte redentrice del Signore Gesù manifestano l’immenso amore di Dio per noi. La Croce è l’atto suoremo della Misericordia di Dio. In essa noi scorgiamo la vera ed autentica vocazione dell’uomo: essere obbedienti al Padre fino alla morte. La forza del Signore risorto ci è quindi indispensabile per rispondere a questa vocazione e lo Spirito Santo guida e sostiene il nostro cammino. “La misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono” (MV 6). Come non leggere in queste parole la realtà che noi celebriamo nella Pasqua! L’amore viscerale di Dio per noi che ci dona il suo Figlio per riconciliarci con Lui. “Mentre Egli istituiva l’Eucaristia, quale memoriale perenne di Lui e della sua Pasqua, poneva simbolicamente questo atto supremo della Rivelazione alla luce della misericordia. Nello stesso orizzonte della misericordia, Gesù viveva la sua passione e morte, cosciente del grande mistero di amore che si sarebbe compiuto sulla croce” (MV7). Questo atto di Dio per noi non può lasciarci indifferenti: ci interpella e ci chiede di donare agli altri ciò che abbiamo ricevuto noi per primi. “La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente”(MV19). Tutti sono chiamati ad accogliere il perdono e a dare il perdono. Accogliamo e portiamo questo annuncio a tutti in questo tempo pasquale! “Presso la croce, Maria insieme a Giovanni, il discepolo dell’amore, è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove può arrivare la misericordia di Dio. Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina, perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Gesù” (MV 24).

d.R.

 

QUARESIMA 2016

Carissimi,

Oggi con il rito dell’imposizione delle Sacre Ceneri iniziamo il cammino del Tempo di Quaresima. “Tu ami tutte le tue creature , Signore, e nulla disprezzi di quanto hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio”. L’antifona d’ingresso della S.Messa di questo giorno ci fa cantare con queste parole tratte dal libro della Sapienza, evidenziando così il senso profondo di questo tempo penitenziale: accogliere la grazia del perdono che Dio vuole donarci, perché siamo sue creature. Tutto questo ci è possibile se riconosciamo e confessiamo i nostri peccati.  L’Orazione colletta ci indica poi la finalità concreta di questo Tempo Sacro: “Concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male“. Il digiuno, la penitenza, il sacrificio, le rinunce e la mortificazione di questa Quaresima ci servono perché possiamo essere armati bene per la lotta. Come Cristo ha affrontato la sua Passione, così anche noi dobbiamo affrontare il combattimento contro lo spirito del male che è dentro di noi e attorno a noi. E le armi sono: la preghiera – da ravvivare – (personale, ma anche trovando il tempo per partecipare alle funzione feriali della parrocchia), la carità (anche qui personale e comunitaria), il digiuno (dal cibo e da tutto ciò che ci è di superfluo, anche dalle pretese che nutriamo verso gli altri).

Come parrocchia abbiamo alcune iniziative da annunciare all’inizio di questa Quaresima:

  1. L’iniziativa 24 ore per il Signore (4 e 5 Marzo) che si terrà presso la chiesa giubilare di San Giacomo. Nell’arco delle 24 ore saranno celebrate ben 12 SS.Messe, si terranno dei momenti di Adorazione eucaristica e vi sarà la possibilità di confessarsi. Sul foglio parrocchiale e nella pagina ORARI SS MESSE  E CALENDARIO troverete nello specifico gli orari.
  2. Nel corso di questa Quaresima una famiglia di profughi siriani sarà accolta dalla nostra parrocchia presso la Casa del cappellano di Pasquaro. Questa iniziativa rientra nel Progetto diocesano di accoglienza dei profughi annunciato dal nostro Vescovo
  3. La costituzione di un gruppo di fedeli che possa visitare nelle case gli anziani e le persone sole. Chi fosse disponibile può lasciare il proprio nominativo ed il recapito in parrocchia a San Giacomo.

Come vedete anche come comunità parrocchiale vogliamo vivere intensamente e concretamente questo tempo di grazia che il Signore ci dona.

Buona e Santa Quaresima a tutti!!!

d.R.

 NATALE 2015

 

IL NATALE DI GESU’ NELL’ANNO SANTO: INCARNAZIONE  DELLAMISERICORDIA
Carissimi parrocchiani e amici lettori del Bollettino,
giunga a tutti voi l’augurio – mio personale, di don Maurizio e di tutta la redazione del nostro Bollettino – di un SANTO NATALE DELSIGNORE e di un FECONDO ANNO SANTO!
Proprio mentre muove i primi passi un nuovo anno liturgico, il Santo Padre Francesco ha voluto far iniziare l’Anno Santo Straordinario della Misericordia. Per volontà del Sommo Pontefice questo Anno Santo sarà celebrato non solo a Roma, ma in modo particolare in tutte le Diocesi del mondo e, per volontà del nostro Vescovo, domenica 13 dicembre abbiamo aperto anche a Rivarolo, nella chiesa plebana di San Giacomo Apostolo, la Porta della Misericordia. Il Santo Natale ci invita a riconoscere nel bambino di Betlemme l’incarnazione della Misericordia di Dio. Questo perché – come ci ricorda il Santo Padre nella Bolla di indizione del Giubileo: “Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, “ricco di misericordia” (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come “Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà” (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella “pienezza del tempo” (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio”. (MV 1) Celebrare il Natale in questo Anno Santo diventa così celebrare la Misericordia del Padre che, nel suo Figlio amato, assume la natura umana per riaprire all’umanità disorientata e smarrita la via che conduce a Lui. Cristo viene per orientare la nostra vita al Padre! Accogliere, amare e seguire il Figlio che parla ancora oggi attraverso la Chiesa è la manifestazione più autentica della nostra vita cristiana. Quella vita che, attraverso la grazia di un nuovo Anno Santo,
Dio vuole nutrire e ravvivare perché possiamo giungere alla Vita vera che è l’eternità, dalla quale proviene il Signore Gesù e verso la quale Egli vuole condurci. Accogliendo l’invito del Vescovo, al termine di tutte le SS. Messe di questo Anno pregheremo o canteremo la Salve Regina: “Il pensiero ora si volge alla Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina, perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Gesù”. (MV 24) Maria, Madre di Misericordia, muova i nostri cuori all’incontro con il suo amato Figlio.

d.R.

 

 

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