Bollettino Parrocchiale di Rivarolo

CARITAS INTERPARROCCHIALE RIVAROLO

CARITAS INTERPARROCCHIALE

 VIA SAN FRANCESCO, 12

10086 RIVAROLO CANAVESE

Telefono uffici: 0124.25.629

ORARIO:

LUNEDI’ E MARTEDI’: dalle 9 alle 12

MERCOLEDI’ E VENERDI’: dalle 15 alle 18

 

EMERGENZA UCRAINA

COMUNICATO DELLA CARITAS DIOCESANA

La difficile e dolorosa situazione creatasi in Ucraina interpella tutti e in maniera speciale il popolo cristiano verso tutti coloro che, incolpevolmente, si trovano in gravi difficoltà dovendo abbandonare le loro case.

La rete Caritas, da sempre presente ovunque ci sia sofferenza, aperta ad ogni opera di fraternità in tutte le sue forme possibili, è particolarmente sensibile verso coloro che sono costretti ad abbandonare la propria patria incontrando innumerevoli difficoltà cercando aiuto per ricominciare a vivere con dignità e giustizia.

La Conferenza Episcopale Italiana ha incaricato la Caritas Italiana di creare dei progetti con il preciso scopo di venire incontro alle difficoltà dei profughi ucraini sia direttamente in Ucraina che come sostegno dei servizi dell’eventuale accoglienza in Italia.

Pur coscienti dell’utilità di donazioni di beni materiali quali alimenti, vestiario o farmaci, si suggerisce alle comunità parrocchiali di non organizzare raccolte in tal senso, preferendo le donazioni esclusivamente in denaro molto più facilmente gestibili nel reperire ciò che tempestivamente si dimostrerà più necessario.

A tal fine è possibile fare un versamento sul conto bancario della Caritas Diocesana Eporediese che provvederà a tempo debito a trasferire alla Caritas Italiana l’intera cifra accumulata previa comunicazione pubblica.

Le coordinate bancarie per il versamento sono:

IBAN IT 71 S 02008 30546 000103564532

Intestato a: Diocesi di Ivrea

Causale: Emergenza Ucraina 2022

Altro elemento importantissimo è il reperimento di alloggi per i profughi. Per questo segnalare la disponibilità inviando via mail i dati della persona/famiglia che offre ospitalità, indicando il N° di cellulare per l’eventuale successivo contatto e quante persone può ospitare l’alloggio offerto.

La mail della Caritas Diocesana Eporediese è: coord.caritasivrea@libero.it

PROGETTO CARITAS: “UN TETTO AMICO”

AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2021

Il progetto “Un tetto amico”, sostenuto dalla Parrocchia di San Giacomo tramite la Caritas Interparrocchiale e dall’Associazione “Il buon samaritano”, nonostante la situazione che si è venuta a creare con la pandemia, a breve potrà iniziare la sua terza fase. Si è ancora proceduto con la raccolta dei fondi anche se i contributi sperati non sono andati a buon fine e non è stato possibile partecipare, al progetto diocesano di “emergenza abitativa temporanea”. Nonostante questo l’iter delle autorizzazioni con la Soprintendenza e con il Comune è stato avviato e ci auguriamo di poter presto avere il via libera per l’inizio dei lavori.

Ci affidiamo alla vostra generosità per raccogliere le offerte ancora necessarie!

OFFERTE PER IL PROGETTO CARITAS UN TETTO AMICO”

totale raccolto “UN TETTO AMICO” fino al 30 novembre 2021: € 11.955

totale spesa prevista: 70 .000 euro

Per chi volesse contribuire alle spese di ristrutturazione e’ possibile portare la propria offerta in Parrocchia a San Giacomo oppure tramite bonifico bancario sul conto:

Parrocchia San Giacomo Apostolo

IBAN:   IT27 I030 6909 6061 0000 0062 511

specificando la causale del versamento: UN TETTO AMICO

ARCHIVIO

STORIA  E NOTIZIE DAL CENTRO DI ASCOLTO

 

Nell’autunno del 1987, tra settembre e ottobre, nasceva a Rivarolo la Caritas, per iniziativa dell’Arciprete di S. Giacomo, mons. Luigi Mabrito e del Prevosto di S. Michele, don Mario Bosio, che ne divennero, rispettivamente, Presidente e Vicepresidente.     Nel progetto dei nostri due parroci e del gruppo di volontari che li affiancava la Caritas si configurava come organo pastorale della Chiesa rivarolese, strumento educativo all’esercizio della carità, attento ai bisogni del territorio e testimonianza viva della presenza cristiana a fianco delle povertà vecchie e nuove.

La prima iniziativa fu appunto il Centro di ascolto, aperto ufficialmente il 5 novembre 1987, grazie ai primi volontari animati da tanta buona volontà, ma senza una preparazione specifica nel campo del volontariato.    Il Centro veniva aperto 2 giorni alla settimana; ogni mese veniva effettuato un incontro con le assistenti sociali e frequenti erano gli incontri di aggiornamento.

Nel corso degli anni i volontari hanno dovuto affrontare, con difficoltà, nuove problematiche come assenza di lavoro e abitazione, pagamento bollette, carenze di generi alimentari e soprattutto il nuovo fenomeno della droga.    I primi utenti erano tutte famiglie italiane con numerosi figli e famiglie nomadi; pochi erano gli stranieri.   Il Centro, per un certo periodo, è stato supportato da alcuni genitori di Torino che avevano vissuto una diretta esperienza famigliare nel campo della droga.       La Diocesi ha inoltre inviato, per un certo periodo, un gruppo di giovani che effettuavano il servizio civile: è stata una esperienza molto utile anche per la loro formazione.

            Il Centro di ascolto si è gradualmente evoluto e aggiornato fino alla struttura ed operatività attuale che si può in tal modo presentare:

1 – Il Centro di Ascolto.

Il servizio nel Centro di Ascolto viene effettuato da più di 25 persone (la maggioranza volontari AVULSS) che effettuano dei turni su quattro giornate settimanali con i seguenti orari:

Lunedì mattina:                      (ore 9 – 11); di fatto si è aperti fino alle 12

Martedì mattina:                   (ore 9,30 – 11 ) di fatto si è aperti fino alle 12

Mercoledì pomeriggio:          (ore 15 – 17 di fatto si è aperti fino alle 19

Venerdì pomeriggio               (ore 15 – 17) di fatto si è aperti fino alle 19

I giorni di apertura sono più di 180 ogni anno.   In sintesi le attività fondamentali del Centro: sostegno alle famiglie con alimenti, vestiario, medicinali, bollette etc; sostegno e proposte di soluzioni alle situazioni difficili sia dei singoli sia delle famiglie (conflittualità, lavoro, abitazione, etc)   Al riguardo la Caritas ha continuato a mantenere, come avviene da più anni, in considerazione anche della crisi economica in atto, la collaborazione sul territorio con le varie istituzioni preposte alla assistenza nel Canavese: Il Comune di Rivarolo ed i comuni limitrofi, il CISS 38; Il centro aiuto alla vita di Cuorgnè; il Consultorio familiare di Ivrea, il Centro migrantes di Ivrea e le varie Parrocchie della Vicaria rivarolese, le varie Caritas del territorio della nostra Diocesi. Il Centro di ascolto è sempre disponibile come punto di riferimento di tante problematiche personali che necessitano solo di ascolto e conforto.

2– Le risorse per gestire il Centro

a)-La prima risorsa che ci risolve in buona misura il problema degli alimenti è quella del Banco alimentare. Purtroppo, ormai da più di un anno, non solo abbiamo avuto scarsi rifornimenti di olio, burro, legumi, pelati, ma anche vi è stata una notevole riduzione quantitativa complessiva dei prodotti alimentari

b)- Il Banco Sanitario ci fornisce prodotti per l’infanzia e per la casa, ma negli ultimi anni ha ridotto drasticamente il proprio intervento

c)- Vanno segnalate alcune Istituzioni ed Associazioni che quasi ogni anno offrono un contributo economico che viene quasi sempre utilizzato per l’acquisto di generi alimentari, medicinali etc.: il Comune  di  Rivarolo (contributo per acquisto generi alimentari); il Rotary di Cuorgnè (pacchi natalizi ); il Lyons Alto Canavese; l’Asilo Beata Madre Antonia Verna di Pasquaro (generi alimentari); l’Asilo di Bosconero; la Compagnia di S. Eligio (contributo economico)

d)- Va inoltre rilevato che, come sempre,  un discreto sostegno economico per la Caritas proviene da offerte di privati che sostengono la nostra attività

3 – Le emergenze attuali

            La crisi economica in atto dal 2009 e che si è ulteriormente aggravata nel corso dell’ultimo anno,  ha ancora più acuito ed evidenziato con forza alcune emergenze difficilmente risolvibili totalmente dalla comunità civile; soprattutto per la insufficienza delle risorse rese disponibili dai Comuni e conseguentemente dal CISS 38.

a)–La prima emergenza in assoluto è l’elevata disoccupazione che ha colpito non solo gli stranieri, ma sempre di più anche gli italiani. Gli ammortizzatori sociali non sono in grado di salvaguardare le situazioni più gravi.    La Caritas è davvero impotente e poco può fare se non segnalare le situazioni alle varie agenzie e aiutare i disoccupati a compilare ed inviare il curriculum. Permane la possibilità di segnalare, alle famiglie che ne fanno richiesta, le badanti, anche se ormai l’offerta supera in modo abbondante la scarsa domanda.

b)- La seconda emergenza riguarda il numero di sfratti sempre più elevati per morosità: la Caritas non ha risorse neanche per ritardare gli sfratti esecutivi.   Al riguardo la Caritas cittadina ha più volte sollecitato la Caritas diocesana sulla necessità inderogabile di trovare una struttura adatta all’accoglienza straordinaria e temporanea per le donne ed i bambini in situazione di estrema emergenza abitativa.    Permane invece la possibilità di utilizzare la casa di Ivrea per uomini in grave emergenza abitativa.

c)- La terza emergenza sono le numerose bollette scadute e non pagate riguardanti soprattutto la luce, il gas e l’acqua. Il numero sta aumentando in modo che diventa impossibile far fronte con un aiuto.

4– Attività varie

a) – Da anni la Caritas ha messo in atto alcune attività, anche con lo scopo di finanziare i progetti di sostegno alle famiglie bisognose, tra cui i Banchi di beneficienza e le Rappresentazioni teatrali.

b) – Avendo la Caritas anche l’obiettivo di sensibilizzare la nostra Comunità verso le nuove povertà e verso le famiglie straniere, 5 anni or sono  la Caritas ha organizzato un incontro  “multietnico” come “Festa della amicizia”in cui si invitavano le varie etnie straniere presenti sul territorio (rumena, araba, cinese, africana, sudamericana) per vivere un pomeriggio di scambio di esperienze e di cultura.   Nei primi tre anni la Caritas ha avuto solo il sostegno dei volontari Caritas , degli Scout e delle Associazioni degli stranieri: l’iniziativa aveva quindi un connotato molto ristretto e limitato alla stessa Caritas. Il successo sempre più evidente della iniziativa, che ha coinvolto anche tanti bimbi stranieri, ha convinto anche il Comune di Rivarolo ad una fattiva e concreta partecipazione a partire dal 2010, tramite l’Assessorato alle politiche sociali, la Biblioteca di Rivarolo ed alcune Associazioni di Rivarolo.  Dal 2011 quindi l’iniziativa ha assunto un connotato di festa della Comunità di Rivarolo sempre con la denominazione, proposta dalla Caritas nel 2010, di: “Il Canavese nel mondo , il mondo nel Canavese”, rimanendo sempre valido l’obiettivo iniziale di tale incontro, cioè la concreta integrazione degli stranieri nella nostra comunità.

c) – Particolare attenzione la nostra Caritas intende avere per la formazione dei propri volontari, in collaborazione con la Caritas diocesana e con l’Azione Cattolica al fine di riscoprire le motivazioni di fondo che devono permeare la nostra azione e spiritualità. Ogni anno viene anche organizzata una gita – pellegrinaggio per tutti i volontari al fine di cementare la nostra unione e condivisione dei valori che ispirano la nostra attività.

d) – A partire dalla primavera del 2011 le catechiste che preparano i ragazzi di Rivarolo al Sacramento della Cresima, accompagnano i Cresimandi nel nostro Centro per un incontro di conoscenza ed informazione sulle attività della Caritas e sulle problematiche sociali della nostra comunità.  I giovani dimostrano un vero interesse per l’attività svolta dalla Caritas e si ritiene che sia stato un valido momento di formazione e riflessione sul come si deve vivere concretamente il Vangelo.

e)  Da anni ormai viene organizzato e gestito un corso base di italiano per donne straniere  che non conoscono o conoscono in modo scarso la lingua italiana.   Il corso viene svolto presso i locali del Comune in Villa Vallero,  ha sempre avuto un notevole successo di partecipazione essendo il primo grado di integrazione nelle nostre comunità.   Il corso si svolge in due momenti , seguendo l’iter di ogni anno scolastico, a partire da ottobre fino ad aprile.   Tutte le maestre sono volontarie che offrono il sostegno scolastico gratuitamente, affiancate da mediatori culturali . Durante le lezioni viene garantita anche l’assistenza dei bambini con l’aiuto di alcune volontarie. I corsi sono stati in misura notevole finanziati dal Comune di Rivarolo, soprattutto per il materiale didattico. L’uso dei locali è concesso gratuitamente. Nessuna soluzione logistica accettabile è stata ancora trovata per i corsi rivolti agli uomini: infatti la proposta del Comune di Rivarolo di utilizzare la sede del Ciac, che però è decentrata e non raggiungibile con i mezzi pubblici, soprattutto di sera, non è praticabile.

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