Bollettino Parrocchiale di Rivarolo

CARITAS INTERPARROCCHIALE RIVAROLO

 

CARITAS INTERPARROCCHIALE

 VIA SAN FRANCESCO, 12

10086 RIVAROLO CANAVESE

Telefono uffici: 0124.25.629

ORARIO:

LUNEDI’ E MARTEDI’: dalle 9 alle 12

MERCOLEDI’ E VENERDI’: dalle 15 alle 18

 

QUARESIMA DI FRATERNITA’ 2017

Per vivere bene anche come comunità la nostra Quaresima di Fraternità, a partire dalla I Domenica di Quaresima e fino alle Palme, verranno collocati al fondo delle chiese di San Giacomo, di San Michele e di San Francesco dei cestini nei quali potremo depositare generi alimentari che verranno destinati alla nostra Caritas Interparrocchiale.

Un segno che vuole testimoniare, accanto alla preghiera ed al digiuno di questi 40 giorni, la nostra carità che si rende operosa per i bisogni materiali dei nostri fratelli.

 

AVVISO IMPORTANTE :

 

La nostra Caritas si trova in grave difficoltà nell’avere a disposizione i generi alimentari indispensabili nella vita quotidiana familiare.

Tale situazione è stata determinata dal fatto che da circa 3 anni il Banco Alimentare di Moncalieri ha via via ridotto la disponibilità di alimenti per la diminuzione delle sovvenzioni italiane ed europee. La situazione si è ulteriormente aggravata nel corso dell’anno 2013 e le prospettive per il futuro sono ancora più pessimistiche.

Per tale situazione riteniamo che diventi sempre più urgente:

1 – L’organizzazione a livello locale di alcune raccolte straordinarie presso i supermercati della nostra zona

2 – La disponibilità delle famiglie rivarolesi ad offrire alla Caritas alcuni alimenti essenziali ed indispensabili quali: olio, zucchero, riso, pelati, alimenti per l’infanzia

Ringraziamo fin d’ora tutte le persone volenterose che ci vorranno aiutare in queste iniziative

 

 

25° Caritas Interparrocchiale

LA VERA CARITA’

Donare se stessi in sacrificio

Domenica 11 novembre, festa di San Martino di Tours, abbiamo celebrato la Giornata Diocesana della Caritas. A Rivarolo è stata l’occasione per ricordare il 25° anniversario di fondazione della Caritas Interparrocchiale. Una fra  le espressioni di carità che la nostra comunità ecclesiale cittadina manifesta.  Un anniversario che vogliamo celebrare lungo tutto questo anno perché sia veramente un’occasione per pregare, per riflettere sul significato dell’impegno caritativo della Chiesa e nella Chiesa, e anche come occasione di formazione per chi dedica parte del proprio tempo alla Caritas. Un anniversario che ci deve anche aiutare ad aprire gli occhi sulle altre, molte e a volte nascoste, espressioni concrete di carità presenti nelle nostre parrocchie.

Primo evento di questo anniversario è stata la conferenza di Ernesto Olivero del Sermig all’Oratorio di San Michele sabato 10 novembre. Il 12 gennaio alle ore 17.30 in San Michele vi sarà una celebrazione eucaristica in ringraziamento al Signore per questi 25 anni e nella prossima quaresima altri incontri ci aiuteranno nella formazione sul tema della carità.

In quella domenica il pensiero è andato, in particolare, a San Martino di Tours († 397), prima soldato poi monaco e vescovo: quasi come un’icona, egli mostra il valore insostituibile della testimonianza individuale della carità. Alle porte di Amiens, Martino fa a metà del suo grande mantello da centurione romano con un povero: Gesù stesso, nella notte, gli appare in sogno rivestito di quel mantello, a confermare la validità perenne della parola evangelica: « Ero nudo e mi avete vestito … Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me » (Mt 25, 36-40).

Parlare di carità vuol dire innanzitutto parlare di Dio: Deus caritas est  (1 Gv 4,16). Dio manifesta la sua carità verso di noi in due modi: nella creazione e nella redenzione. Quando Dio crea dimostra come la sua carità è talmente forte dal portare ogni cosa all’esistenza dal nulla. Dunque la carità di Dio è creativa, dona vita, si riversa al di fuori di Dio stesso. Quando Dio manda il suo Figlio sulla terra manifesta la sua carità. Una carità che nuovamente crea perché da nemici ci fa diventare amici e figli di Dio. Il modello supremo di carità è il Cristo che dona la sua vita per noi nel sacrificio cruento sulla croce. Vediamo come la carità è inscindibilmente legata al sacrificio. Non c’è vera carità se non quando siamo toccati personalmente. La carità evangelica non è una semplice opera di volontariato dove noi distribuiamo dei beni o gestiamo delle strutture caritative. Per il discepolo vivere la carità è quindi un imitare il Cristo, un dare la vita come Lui. Più concretamente: solo quando siamo toccati personalmente, quando diamo qualcosa di nostro, noi viviamo e facciamo veramente la carità. Tutti siamo chiamati ad essere operatori caritas, e, in realtà, tutti lo siamo quando compiamo bene, con abnegazione e sacrificio, i nostri doveri di ogni giorno.

Provvidenzialmente ci ha guidato nella riflessione il Vangelo domenicale con il racconto dell’obolo della vedova (Mc 12, 41-44). Da questo brano di Vangelo abbiamo potuto ricavare un prezioso insegnamento: La carità cristiana nasce esclusivamente dalla fede. Proprio perché frutto della fede essa è sempre una risposta personale a Dio. Dio chiede sempre la nostra libera adesione di fede, che si esprime nell’amore per Lui e per il prossimo. Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa.  E infatti la vedova dimostra la sua fede, cioè la sua fiducia in Dio che non l’abbandona, compiendo un gesto di carità, facendo l’elemosina. Così attesta l’unità inscindibile tra fede e carità, come pure tra l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Esso, infatti, esprime la caratteristica fondamentale di coloro che sono le “pietre vive” della Chiesa, cioè il dono completo di sé al Signore e al prossimo. La vedova del Vangelo dà tutto, dà se stessa, e si mette nelle mani di Dio, per gli altri. È questo il significato perenne dell’offerta della vedova povera, che Gesù esalta perché ha dato più dei ricchi, i quali offrono parte del loro superfluo, mentre lei ha dato tutto ciò che aveva per vivere, e così ha dato se stessa.

Vogliamo crescere in questa esperienza di carità!

Preghiamo perché il Signore aiuti ogni discepolo, ed in particolare chi opera personalmente nell’ambito delle strutture caritative della Chiesa, a crescere nella carità come dono di sé. Preghiamo perché sappiamo vedere attorno a noi tutte le espressioni di carità che la Chiesa manifesta, anche quelle meno appariscenti. Preghiamo perché sappiamo partecipare ad ogni eucaristia come al momento più alto in cui si manifesta la carità di Cristo. Egli, che si offre in sacrificio e versa il suo sangue per noi, ci insegna a fare altrettanto.
d.r.

STORIA  E NOTIZIE DAL CENTRO DI ASCOLTO

 

Nell’autunno del 1987, tra settembre e ottobre, nasceva a Rivarolo la Caritas, per iniziativa dell’Arciprete di S. Giacomo, mons. Luigi Mabrito e del Prevosto di S. Michele, don Mario Bosio, che ne divennero, rispettivamente, Presidente e Vicepresidente.     Nel progetto dei nostri due parroci e del gruppo di volontari che li affiancava la Caritas si configurava come organo pastorale della Chiesa rivarolese, strumento educativo all’esercizio della carità, attento ai bisogni del territorio e testimonianza viva della presenza cristiana a fianco delle povertà vecchie e nuove.

La prima iniziativa fu appunto il Centro di ascolto, aperto ufficialmente il 5 novembre 1987, grazie ai primi volontari animati da tanta buona volontà, ma senza una preparazione specifica nel campo del volontariato.    Il Centro veniva aperto 2 giorni alla settimana; ogni mese veniva effettuato un incontro con le assistenti sociali e frequenti erano gli incontri di aggiornamento.

Nel corso degli anni i volontari hanno dovuto affrontare, con difficoltà, nuove problematiche come assenza di lavoro e abitazione, pagamento bollette, carenze di generi alimentari e soprattutto il nuovo fenomeno della droga.    I primi utenti erano tutte famiglie italiane con numerosi figli e famiglie nomadi; pochi erano gli stranieri.   Il Centro, per un certo periodo, è stato supportato da alcuni genitori di Torino che avevano vissuto una diretta esperienza famigliare nel campo della droga.       La Diocesi ha inoltre inviato, per un certo periodo, un gruppo di giovani che effettuavano il servizio civile: è stata una esperienza molto utile anche per la loro formazione.

            Il Centro di ascolto si è gradualmente evoluto e aggiornato fino alla struttura ed operatività attuale che si può in tal modo presentare:

1 – Il Centro di Ascolto.

Il servizio nel Centro di Ascolto viene effettuato da più di 25 persone (la maggioranza volontari AVULSS) che effettuano dei turni su quattro giornate settimanali con i seguenti orari:

Lunedì mattina:                      (ore 9 – 11); di fatto si è aperti fino alle 12

Martedì mattina:                   (ore 9,30 – 11 ) di fatto si è aperti fino alle 12

Mercoledì pomeriggio:          (ore 15 – 17 di fatto si è aperti fino alle 19

Venerdì pomeriggio               (ore 15 – 17) di fatto si è aperti fino alle 19

I giorni di apertura sono più di 180 ogni anno.   In sintesi le attività fondamentali del Centro: sostegno alle famiglie con alimenti, vestiario, medicinali, bollette etc; sostegno e proposte di soluzioni alle situazioni difficili sia dei singoli sia delle famiglie (conflittualità, lavoro, abitazione, etc)   Al riguardo la Caritas ha continuato a mantenere, come avviene da più anni, in considerazione anche della crisi economica in atto, la collaborazione sul territorio con le varie istituzioni preposte alla assistenza nel Canavese: Il Comune di Rivarolo ed i comuni limitrofi, il CISS 38; Il centro aiuto alla vita di Cuorgnè; il Consultorio familiare di Ivrea, il Centro migrantes di Ivrea e le varie Parrocchie della Vicaria rivarolese, le varie Caritas del territorio della nostra Diocesi. Il Centro di ascolto è sempre disponibile come punto di riferimento di tante problematiche personali che necessitano solo di ascolto e conforto.

2– Le risorse per gestire il Centro

a)-La prima risorsa che ci risolve in buona misura il problema degli alimenti è quella del Banco alimentare. Purtroppo, ormai da più di un anno, non solo abbiamo avuto scarsi rifornimenti di olio, burro, legumi, pelati, ma anche vi è stata una notevole riduzione quantitativa complessiva dei prodotti alimentari

b)- Il Banco Sanitario ci fornisce prodotti per l’infanzia e per la casa, ma negli ultimi anni ha ridotto drasticamente il proprio intervento

c)- Vanno segnalate alcune Istituzioni ed Associazioni che quasi ogni anno offrono un contributo economico che viene quasi sempre utilizzato per l’acquisto di generi alimentari, medicinali etc.: il Comune  di  Rivarolo (contributo per acquisto generi alimentari); il Rotary di Cuorgnè (pacchi natalizi ); il Lyons Alto Canavese; l’Asilo Beata Madre Antonia Verna di Pasquaro (generi alimentari); l’Asilo di Bosconero; la Compagnia di S. Eligio (contributo economico)

d)- Va inoltre rilevato che, come sempre,  un discreto sostegno economico per la Caritas proviene da offerte di privati che sostengono la nostra attività

3 – Le emergenze attuali

            La crisi economica in atto dal 2009 e che si è ulteriormente aggravata nel corso dell’ultimo anno,  ha ancora più acuito ed evidenziato con forza alcune emergenze difficilmente risolvibili totalmente dalla comunità civile; soprattutto per la insufficienza delle risorse rese disponibili dai Comuni e conseguentemente dal CISS 38.

a)–La prima emergenza in assoluto è l’elevata disoccupazione che ha colpito non solo gli stranieri, ma sempre di più anche gli italiani. Gli ammortizzatori sociali non sono in grado di salvaguardare le situazioni più gravi.    La Caritas è davvero impotente e poco può fare se non segnalare le situazioni alle varie agenzie e aiutare i disoccupati a compilare ed inviare il curriculum. Permane la possibilità di segnalare, alle famiglie che ne fanno richiesta, le badanti, anche se ormai l’offerta supera in modo abbondante la scarsa domanda.

b)- La seconda emergenza riguarda il numero di sfratti sempre più elevati per morosità: la Caritas non ha risorse neanche per ritardare gli sfratti esecutivi.   Al riguardo la Caritas cittadina ha più volte sollecitato la Caritas diocesana sulla necessità inderogabile di trovare una struttura adatta all’accoglienza straordinaria e temporanea per le donne ed i bambini in situazione di estrema emergenza abitativa.    Permane invece la possibilità di utilizzare la casa di Ivrea per uomini in grave emergenza abitativa.

c)- La terza emergenza sono le numerose bollette scadute e non pagate riguardanti soprattutto la luce, il gas e l’acqua. Il numero sta aumentando in modo che diventa impossibile far fronte con un aiuto.

4– Attività varie

a) – Da anni la Caritas ha messo in atto alcune attività, anche con lo scopo di finanziare i progetti di sostegno alle famiglie bisognose, tra cui i Banchi di beneficienza e le Rappresentazioni teatrali.

b) – Avendo la Caritas anche l’obiettivo di sensibilizzare la nostra Comunità verso le nuove povertà e verso le famiglie straniere, 5 anni or sono  la Caritas ha organizzato un incontro  “multietnico” come “Festa della amicizia”in cui si invitavano le varie etnie straniere presenti sul territorio (rumena, araba, cinese, africana, sudamericana) per vivere un pomeriggio di scambio di esperienze e di cultura.   Nei primi tre anni la Caritas ha avuto solo il sostegno dei volontari Caritas , degli Scout e delle Associazioni degli stranieri: l’iniziativa aveva quindi un connotato molto ristretto e limitato alla stessa Caritas. Il successo sempre più evidente della iniziativa, che ha coinvolto anche tanti bimbi stranieri, ha convinto anche il Comune di Rivarolo ad una fattiva e concreta partecipazione a partire dal 2010, tramite l’Assessorato alle politiche sociali, la Biblioteca di Rivarolo ed alcune Associazioni di Rivarolo.  Dal 2011 quindi l’iniziativa ha assunto un connotato di festa della Comunità di Rivarolo sempre con la denominazione, proposta dalla Caritas nel 2010, di: “Il Canavese nel mondo , il mondo nel Canavese”, rimanendo sempre valido l’obiettivo iniziale di tale incontro, cioè la concreta integrazione degli stranieri nella nostra comunità.

c) – Particolare attenzione la nostra Caritas intende avere per la formazione dei propri volontari, in collaborazione con la Caritas diocesana e con l’Azione Cattolica al fine di riscoprire le motivazioni di fondo che devono permeare la nostra azione e spiritualità. Ogni anno viene anche organizzata una gita – pellegrinaggio per tutti i volontari al fine di cementare la nostra unione e condivisione dei valori che ispirano la nostra attività.

d) – A partire dalla primavera del 2011 le catechiste che preparano i ragazzi di Rivarolo al Sacramento della Cresima, accompagnano i Cresimandi nel nostro Centro per un incontro di conoscenza ed informazione sulle attività della Caritas e sulle problematiche sociali della nostra comunità.  I giovani dimostrano un vero interesse per l’attività svolta dalla Caritas e si ritiene che sia stato un valido momento di formazione e riflessione sul come si deve vivere concretamente il Vangelo.

e)  Da anni ormai viene organizzato e gestito un corso base di italiano per donne straniere  che non conoscono o conoscono in modo scarso la lingua italiana.   Il corso viene svolto presso i locali del Comune in Villa Vallero,  ha sempre avuto un notevole successo di partecipazione essendo il primo grado di integrazione nelle nostre comunità.   Il corso si svolge in due momenti , seguendo l’iter di ogni anno scolastico, a partire da ottobre fino ad aprile.   Tutte le maestre sono volontarie che offrono il sostegno scolastico gratuitamente, affiancate da mediatori culturali . Durante le lezioni viene garantita anche l’assistenza dei bambini con l’aiuto di alcune volontarie. I corsi sono stati in misura notevole finanziati dal Comune di Rivarolo, soprattutto per il materiale didattico. L’uso dei locali è concesso gratuitamente. Nessuna soluzione logistica accettabile è stata ancora trovata per i corsi rivolti agli uomini: infatti la proposta del Comune di Rivarolo di utilizzare la sede del Ciac, che però è decentrata e non raggiungibile con i mezzi pubblici, soprattutto di sera, non è praticabile.

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