Bollettino Parrocchiale di Rivarolo

LAVORI IN CORSO ED IN CANTIERE IN PARROCCHIA

LAVORI IN CORSO E IN PROGRAMMA

NELLE NOSTRE PARROCCHIE

Aggiornamento APRILE 2017

CRIPTA DI SAN MICHELE

 

Sono quasi conclusi i lavori alla Cripta di San Michele. L’area sottostante il presbiterio diventerà presto la cappella del nostro Oratorio e potrà essere utilizzata come luogo di preghiera o per la celebrazione di S.Messe per piccoli gruppi. Il primo lotto di lavori del progetto di riqualificazione è così portato a compimento. L’impegno economico è gravoso (circa 40.000 euro per questo primo lotto di lavori) e la cassa della Parrocchia di San Michele “piange”, come si può vedere dal bilancio pubblicato in questo numero del Bollettino, dovendo ancora saldare il debito di 60.000 euro per i lavori al campanile del Gesù e al campanile di San Michele. Pertanto, mentre ringrazio il Comune per il contributo di 15.000 euro stanziato per la cripta, invito in particolare tutti quanti sono affezionati al nostro Oratorio di San Michele a contribuire al pagamento di quest’opera anche organizzando iniziative di raccolta ad hoc.

L’area sottostante la chiesa di San Michele, oltre alla cripta, comprende: il sepolcreto dei parroci – l’ultimo ad essere sepolto fu don Severino Verna morto il 18/10/1854, mentre a partire dal suo successore don Flaminio Corna vennero sepolti a San Cassiano (attuale cimitero cittadino) – il sepolcreto delle Suore dell’Immacolata Concezione – dove venne sepolta nel 1838 la Beata Antonia Maria Verna, ora le sue reliquie sono conservate nell’urna collocata presso la cappella dell’Istituto Immacolata, e le prime Suore dell’Immacolata – il cimitero parrocchiale – rimasto in uso fino al 1803. Dal 1803 al 1823 venne utilizzato come cimitero delle parrocchie cittadine quello di San Francesco, mentre dal 1823 si usò soltanto più quello di San Cassiano, ad eccezione dei parroci che fino al 1854 per San Michele e fino al 1860 (don Andrea Recrosio) per San Giacomo vennero sepolti nei rispettivi cimiteri parrocchiali.

Ovviamente il lotto successivo di riqualificazione dell’area sottostante la chiesa di San Michele, comprendente il cimitero, sarà avviato solo quando si saranno saldati i debiti e si sarà trovato un contributo economico. L’area nel suo insieme riveste un notevole interesse storico-artistico e potrebbe essere inserita nell’ambito di un percorso museale.

 

 

 

Aggiornamento Dicembre 2016

Restauro della pala d’altare di San Giacomo

 

Come scritto dal nostro Arciprete nel foglietto illustrativo distribuito domenica 13 novembre in occasione della presentazione del restauro della pala d’altare dedicata a San Giacomo, non si tratta solo di un “restauro ben riuscito, ma il ritrovamento di un tesoro in parte dimenticato”.

In effetti, la sua collocazione nell’attuale posizione, avvenuta negli anni Settanta in concomitanza con i lavori di restauro e di riordino della chiesa, aveva portato a sacrificare il ricco apparato scultoreo che circondava la cornice.

Nata come ancona, ovvero come quadro principale alle spalle dell’altare barocco, la grande pala ovale è stata per oltre due secoli collocata nell’abside, ma l’arretramento dell’altare e la presenza della grande croce lignea collocata negli anni Trenta in sostituzione del preesistente tronetto, ne consigliarono lo spostamento nella navata laterale sinistra, dove sorgeva un altare dedicato al Sacro Cuore.

I lavori di restauro e il rinvenimento delle parti lignee costituenti l’apparato scultoreo hanno permesso, fra l’altro, di stabilire con certezza la data di realizzazione della tela: il cartiglio ligneo ricollocato alla base del quadro riporta la seguente scritta ”D. O. M. – D: Iacobo Apostolo – Iacobus Antonio Eques et Agnes – Iugales Druetti – D: D: D: – A.S. MDCCXXXVIII” a ricordare il dono della pala da parte dei coniugi Agnese e Giacomo Antonio Druetti nel 1738.

Il grande quadro presentava notevoli problemi legati principalmente allo stato di conservazione della superficie pittorica smagrita e appannata dai depositi di polvere e di nerofumo accumulatisi negli anni che non consentivano la lettura dei numerosi particolari di cui è ricco il dipinto; oltre a questo si evidenziavano numerose lacune dovute alla caduta della pellicola pittorica, lacerazioni della tela e ritocchi incongrui effettuati in passato per ovviare ai problemi sopra esposti.

L’opera di restauro, realizzata dal “Laboratorio di restauro Rocca” di Balangero   sotto la sorveglianza della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino nella persona del dott. Franco Gualano, si è articolata secondo una prima fase di pulitura e stuccatura delle lacune cui ha fatto seguito il rintelo, operazione resasi necessaria per rafforzare il supporto del film pittorico.

Si è quindi dato corso al reintegro pittorico delle lacune precedentemente stuccate al fine di ricostruire il tessuto cromatico dell’immagine successivamente protetta con una vernice ad effetto semi lucido.

Altra operazione importante è stata il restauro della cornice e del ricco apparato ligneo rinvenuto nei depositi della parrocchia, che ha previsto la disinfestazione dagli insetti xilofagi, la pulitura e l’integrazione delle parti in oro e degli incarnati degli angeli.

Per quanto riguarda le caratteristiche stilistiche e attributive del quadro e del complesso scultoreo è possibile fare alcune considerazioni. Per quanto riguarda la dimensione iconografica, la rappresentazione dell’Apostolo San Giacomo Maggiore è stata fin dal Medioevo una delle iconografie cristiane più variate. L’ampia diffusione del culto in Europa, e dal XVI sec. anche in America, determinò che la sua immagine, nel tempo, fosse fortemente influenzata da ragioni religiose e politiche, combinando opportunamente la figura d’apostolo, quella del cavaliere e quella del pellegrino, ma che ugualmente riflettesse mode e costumi delle epoche storiche e delle zone geografiche presso le quali tale immagine veniva elaborata.

San Giacomo è l’unico tra gli apostoli che mostra una tale varietà iconografica. Nelle rappresentazioni più antiche, gli erano conferiti gli attributi comuni a tutti gli altri apostoli: la tunica, il manto, la Sacra Bibbia, i piedi scalzi e il rotolo nel quale si citavano i nomi di ciascuno degli Apostoli e frasi tratte dai testi sacri. In questa veste, ci appare nelle prime notabili sculture conservate nella Cattedrale di Santiago, ovvero quella conosciuta come “il Santiago fra i cipressi” nella Porta della Platerías (datata intorno al 1111-1116) e in quella del Portico della Gloria, opera del Maestro Mateo, realizzata intorno al 1188. L’atteggiamento d’Apostolo benedicente risale agli anni fra il 1135 e il 1140, nel Capitolo I del Liber Sancti Iacobi del Codice.

La rappresentazione di San Giacomo seduto, o in Maestà potenziò ulteriormente la missione evangelizzatrice, così come il San Giacomo ritratto nelle vesti di Soldato di Cristo o di cavaliere (matamoros) sarà adottato spesso come simbolo della difesa della Fede Cristiana. La varietà delle iconografie giacobee si andrà arricchendo ancora con la figura del San Giacomo intercessore presso Dio e accompagnato dalla Vergine Maria, sua principale mediatrice.

Proprio quest’ultima iconografia è quella che riferisce al nostro quadro al quale, al momento in mancanza di documenti e di riscontri stilistici certi, non è possibile associare il nome di alcun artista.

Dal punto di vista compositivo, l’immagine appare equilibrata e divisa da un asse verticale corrispondente al diametro maggiore dell’ovale. Alla destra dell’asse, che concentra l’attenzione sulla mano del santo che indica la città di Rivarolo, perfettamente riconoscibile nel campanile e nella cupola di San Giacomo, nei campanili delle altre chiese e nelle torri del castello Malgrà e del Castellazzo, si trova la figura di san Giacomo nelle vesti di pellegrino, con alle spalle un ricco apparato architettonico costituito da una balaustra e una colonna lapidea, con i suoi attributi iconografici ovvero il bastone che rappresenta la difesa della Fede dalle tentazioni, il cappello, la cappa e, soprattutto, la conchiglia simbolo dei pellegrini che si recavano a Santiago. Ancora, alle spalle dell’apostolo si trova uno stemma araldico diviso in quattro campi con soprastante corona che identifica lo stato nobiliare (la corona è cimata da otto perle di cui cinque visibili) e il motto “Patienter Irasci”.

Alla sinistra, in alto, troviamo l’immagine della Vergine Maria con il Bambino immersa in una luce dorata e circondata da angeli in adorazione; in basso troviamo la già citata immagine della città di Rivarolo e due angeli che reggono, uno il libro aperto segno dell’apostolo come testimone e l’atro il bastone che, con il suo andamento diagonale, sottolinea l’andamento della composizione.

Possiamo affermare che quella presente nel dipinto di San Giacomo è la prima immagine realistica della città di Rivarolo: per trovare un’altra rappresentazione della città occorrerà attendere circa quarant’anni con la realizzazione del quadro dedicato all’altro protettore della città, San Rocco, opera di Giovanni Domenico Molinari e presente nell’omonima Chiesa.

Per quanto riguarda il ricco apparato scultoreo, il dottor Gualano ha identificato l’autore nella persona dello scultore torinese Ignazio Perucca (1707 – 1780), con Stefano Clemente, Giovanni Battista Bernero e Carlo Giuseppe Plura, uno dei massimi scultori del Settecento piemontese. Lo stesso dott. Gualano in una Comunicazione del 2001 aveva contribuito a rivalutare la figura del Perucca nel panorama della scultura del Settecento. Rispetto all’impostazione degli altri artisti, improntati ad una visione più classicista imposta dalla “Scuola del disegno” voluta da Carlo Emanuele III, l’opera di Perucca si caratterizza per una spiccata teatralità ed enfasi barocca, che si manifesta nel ritmo serrato e nella dimensione teatrale del movimento dei due angeli che sostengono la cornice e nei due puttini destinati a sorreggere la grande corona, unico elemento della complessa struttura non più ritrovato.

A sostanziare l’attribuzione il confronto con alcune opere dello scultore fra le quali spicca, per uniformità stilistica, il gruppo scultore dell’assunzione della Vergine realizzata dallo scultore nel 1752 per la chiesa di S. Maria degli Angeli a Cuneo, nella quale si rende evidente, soprattutto negli angeli a figura intera, la somiglianza con l’opera rivarolese.

Queste prime considerazioni evidenziano come molte cose restino da scoprire, in particolare per quanto riguarda l’attribuzione dell’opera pittorica. Nel ringraziare la Compagnia di san Giacomo, che ha proposto e finanziato il restauro, si rimanda ad ulteriori studi per approfondire la conoscenza di quest’opera così importante per storia della nostra chiesa e della fede dei Rivarolesi.

 

Arch. Arnaldo Conta Canova

 

Aggiornamenti del  mese di settembre 2016

 

CHIESA DEL GESU’

 

Avendo ottenuto le prescritte autorizzazioni, nel mese di Marzo 2016 sono stati avviati i previsti lavori di risanamento interno della chiesa del SS. Nome di Gesù in via Ivrea. Il cantiere interesserà la chiesa per alcuni mesi. Nel mese di Maggio, in seguito ai colloqui intercorsi tra la Confraternita e i Parroci Ortodossi Rumeni di Ivrea e Torino, si sono avviati degli incontri formali orientati a verificare la possibilità di individuare in Rivarolo una chiesa che fosse disponibile per ospitare le funzioni religiose di una nuova parrocchia ortodossa che avrebbe raccolto i fedeli dei paesi limitrofi a Rivarolo. In accordo con l’Arciprete di Rivarolo si è individuato nella chiesa del SS.Nome di Gesù l’edificio più idoneo per ospitare le funzioni della nuova parrocchia ortodossa.

Data l’esigenza degli ortodossi di usare la chiesa, si sono avviate subito le pratiche per procedere anche ai lavori per dotare la chiesa di un impianto di riscaldamento e di un impianto di illuminazione. Questi ultimi lavori, in seguito all’accordo con gli ortodossi, saranno sostenuti economicamente dalla nuova parrocchia ortodossa.

Contestualmente a partire già dal 27 marzo i fedeli ortodossi, grazie alla disponibilità dei parroci rumeni di Ivrea e Torino, hanno iniziato a radunarsi regolarmente  per le divine liturgie nel salone dell’Oratorio di san Giacomo, messo a loro disposizione nell’attesa che si concludano i lavori nella chiesa del Gesù.

Domenica 17 aprile ha fatto l’ingresso ufficialmente padre Alessandro Ilinitchi come nuovo parroco per gli ortodossi rumeni di Rivarolo, nominato dal Vescovo Siluan. I lavori nella chiesa del Gesù, ora sospesi temporaneamente per permettere di completare le integrazioni alle pratiche presso i competenti uffici della Soprintendeza, a breve dovrebbero riprendere e terminare nell’autunno prossimo. Terminati i lavori verrà redatto un comodato gratuito tra la  Confraternita del SS.Nome di Gesù e la Parrocchia ortodossa nel quale sarà disciplinato l’uso della chiesa per consentire sia la regolarità delle funzioni parrocchiali ortodosse che la celebrazione delle liturgie cattoliche.

 

FACCIATA CHIESA DI VESIGNANO

Sotto la direzione dell’Arch. Francesca Mancuso, sono stati avviati nel mese di Luglio i lavori di restauro alla facciata della chiesa di Vesignano. Ringraziamo coloro che hanno già fatto pervenire la propria offerta ed in particolare l’Amministrazione comunale che ha dato un contributo economico per l’intervento di riqualificazione.

 

 

TELA DI SAN GIACOMO

Grazie all’impegno della Compagnia di San Giacomo, dopo aver ottenuto le prescritte autorizzazioni, nel mese di Luglio è stato avviato il restauro della tela che raffigura il patrono della nostra città, San Giacomo apostolo, con la città stessa pitturata in basso. San Giacomo è raffigurato mentre prega la Beata Vergine Maria e le indica la nostra città sulla quale invoca la sua protezione. Maria SS. Semprevergine volge lo sguardo sulla città facendoci capire che vuole stendere sui suoi figli il suo manto di protezione. Il restauro della tela ci aiuterà così a continuare ad invocare San Giacomo, secondo l’antica tradizione rivarolese, “adiutor et protector noster”. Ringraziamo l’architetto Arnaldo Conta Canova, la Compagnia di San Giacomo e tutti coloro che hanno già generosamente contribuito per questo restauro, in attesa di ringraziare coloro che contribuiranno ancora per completare l’opera.

 

TELA DI S.MARIA MADDALENA A CARDINE

 

Nel mese di Luglio, in concomitanza con la festa di S.Maria Maddalena, è stata rimossa la tela raffigurante la patrona della borgata in vista del restauro. La tela è l’oggetto più prezioso contenuto nella cappella di Cardine ed il suo restauro contribuirà a dare valore alla cappella.

 

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO

 10 maggio: Inaugurazione del restauro dell’affresco “Adorazione del Bambino” di G.Martino Spanzotti, 1480 (Lions Club Rivarolo Canavese Occidentale)

 

23 giugno: Inaugurazione del restauro della tela “Madonna con Bambino e San Giuseppe” di Mattia Franceschini 1751 (Rotary Club Cuorgnè e Canavese)

Nell’ambito delle manifestazioni per gli 800 anni dalla fondazione del convento francescano di Rivarolo, successivamente al restauro e alla ricollocazione della pala dell’altar maggiore raffigurante la Madonna con Bambino e San Francesco dell’artista lombardo Carlo Francesco Nuvolone (vedi Bollettino Natale 2015 pag.38), grazie al contributo del Rotary Club Cuorgnè e Canavese il 23 giugno si è potuto procedere all’inaugurazione del restauro della tela dell’altare vicino alla sacrestia raffigurante la Madonna con Bambino e San Giuseppe.

 

E i restauri proseguono…

La chiesa di San Francesco è un monumento ricco di testimonianze artistiche di varie epoche, che rappresentano la storia della nostra vivace città. Grazie al contributo di RivaBanca che ha offerto un progetto di restauro, sarà possibile continuare l’opera di recupero degli affreschi iniziata dal Lions Club Rivarolo Canavese Occidentale che in tre anni ha condotto a termine il restauro del prestigioso affresco Spanzottiano. Il progetto prevede tre interventi di restauro: l’affresco dell’altare della Madonna in trono con il Bambino, tra S.Michele Arcangelo e S.Stefano nella navata di sinistra; la sacrestia gotica collocata lateralmente al presbiterio in corrispondenza della navata di destra che conserva la decorazione della volta e le raffigurazioni che emergono dalle pareti imbiancate; le tracce di affreschi ascrivibili tra il 1300 e il 1400 che emergono dal chiostro limitrofo alla chiesa. Tali interventi, anche grazie al contributo di tutti coloro che vorranno partecipare, potranno essere iniziati e raggiunti in tempi differenti nel corso degli anni a venire.

 

CRIPTA E CIMITERO DI SAN MICHELE

La cripta della chiesa di San Michele, alla quale si accede da via Fiume, è anche il punto di accesso all’antico cimitero presente sotto la chiesa. Il cimitero ha una grande valenza storica in quanto raramente strutturato in tal modo nelle chiese piemontesi. Inoltre in questo cimitero trovò la prima sepoltura la nostra Beata rivarolese Madre Verna. Proprio per tale valenza storico-artistica, confermata anche dall’Arch. Accurti, funzionario di zona della Soprintendenza che, su nostra richiesta, ha effettuato nei mesi scorsi un sopralluogo, è previsto, in fasi successive, un recupero totale del piano interrato della chiesa anche mediante l’ottenimento di contributi per la realizzazione di spazi museali.

Nella fase attuale si sono avviate le pratiche presso la Soprintendenza per poter iniziare un primo intervento, ovvero il recupero della cripta attraverso la quale si apre l’accesso al cimitero. La cripta potrà così tornare ad essere una cappella, facilmente accessibile dall’Oratorio, nella quale i ragazzi e gli animatori potranno ritrovarsi per i momenti di preghiera e nella quale si potrà anche celebrare la S.Messa.

 

AGGIORNAMENTO LUGLIO 2016

TELA DI SAN GIACOMO APOSTOLO

LA COMPAGNIA DI SAN GIACOMO HA AVVIATO  IL RESTAURO DELLA TELA RAFFIGURANTE IL PATRONO SAN GIACOMO CON LA CITTA’ DI RIVAROLO. L’intervento, realizzato dal Laboratorio Rocca di Balangero, vuole riportare allo splendore l’antica pala dell’altare maggiore donata alla chiesa il 17 luglio 1778 dal Cavalier Druetto, costituendo un legato per la celebrazione in perpetuo di SS.Messe in suo suffragio dopo la sua morte. Coloro che volessero contribuire all’opera possono portare la propria offerta direttamente in parrocchia a San Giacomo.

LAVORI ALLA CHIESA DEL SS.NOME DI GESU’

 

Avendo ottenuto le prescritte autorizzazioni, nel mese di Marzo 2016 sono stati avviati i previsti lavori di risanamento interno della chiesa del SS. Nome di Gesù in via Ivrea. Il cantiere interesserà la chiesa per alcuni mesi. Nel mese di Maggio, in seguito ai colloqui intercorsi tra la Confraternita e i Parroci Ortodossi Rumeni di Ivrea e Torino, si sono avviati degli incontri formali orientati a verificare la possibilità di individuare in Rivarolo una chiesa che fosse disponibile per ospitare le funzioni religiose di una nuova parrocchia ortodossa che avrebbe raccolto i fedeli dei paesi limitrofi a Rivarolo. In accordo con l’Arciprete di Rivarolo si è individuato nella chiesa del SS.Nome di Gesù l’edificio più idoneo per ospitare le funzioni della nuova parrocchia ortodossa.

Data l’esigenza degli ortodossi di usare la chiesa, si sono avviate subito le pratiche per procedere anche ai lavori per dotare la chiesa di un impianto di riscaldamento e di un impianto di illuminazione. Questi ultimi lavori, in seguito all’accordo con gli ortodossi, saranno sostenuti economicamente dalla nuova parrocchia ortodossa.

Contestualmente a partire già dal 27 marzo i fedeli ortodossi, grazie alla disponibilità dei parroci rumeni di Ivrea e Torino, hanno iniziato a radunarsi regolarmente  per le divine liturgie nel salone dell’Oratorio di san Giacomo, messo a loro disposizione nell’attesa che si concludano i lavori nella chiesa del Gesù.

Domenica 17 aprile ha fatto l’ingresso ufficialmente padre Alessandro Ilinitchi come nuovo parroco per gli ortodossi rumeni di Rivarolo, nominato dal Vescovo Siluan. I lavori nella chiesa del Gesù, ora sospesi temporaneamente per permettere di completare le integrazioni alle pratiche presso i competenti uffici della Soprintendeza, a breve dovrebbero riprendere e terminare nell’autunno prossimo. Terminati i lavori verrà redatto un comodato gratuito tra la  Confraternita del SS.Nome di Gesù e la Parrocchia ortodossa nel quale sarà disciplinato l’uso della chiesa per consentire sia la regolarità delle funzioni parrocchiali ortodosse che la celebrazione delle liturgie cattoliche.

CAPPELLA DI CARDINE

Avendo ottenuto le autorizzazioni dalla Soprintendenza per il restauro della tela di S.Maria Maddalena,  in questi giorni viene rimossa la tela dell’altare della Cappella di Cardine in vista dell’intervento previsto.

 

AGGIORNAMENTO MARZO 2016

 

LAVORI AL CAMPANILE DI SAN MICHELE
La storia del campanile della Chiesa Parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo è piuttosto autonoma rispetto a quella della chiesa stessa. Infatti il campanile non è coevo all’edificio originario e poi completamente ricostruito dall’Arch. Bernardo Vittone nel 1758; bensì venne eretto soltanto nel 1631, per volontà dell’allora parroco Domenico Vercellono e solo oggetto di consolidamento durante le importanti opere di metà XVIII sec. Tant’è che nel 1748 nella relazione del parroco Don Ghizzardi quest’ultimo giudica la torre campanaria di bella struttura, anche grazie ad alcuni interventi successivi che la resero, oltre che strutturalmente più solida, anche più adeguata al gusto settecentesco. Sono sempre esistite 3 campane e, come cita Don Severino Verna nella metà del 1800, “si danno li segni dell’Ave Maria tre volte al giorno, il venerdì in memoria della Passione del Redentore, per le agonie, pel trapasso de’fedeli; per la Messa Parrocchiale, pel Catechismo, per la Dottrina Cristiana, e per le altre funzioni di Chiesa”. Il passare degli anni ha portato ad uno stato di degrado delle facciate e delle coperture tale da rendere necessario un intervento di restauro non solo per un fattore estetico, ma anche per un problema di sicurezza dovuto al distacco di porzioni di intonaco e scivolamento di elementi della copertura. Ottenute le autorizzazione necessarie dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici si è dunque provveduto alla sistemazione del tetto in lose e al totale rifacimento del sostegno della croce posta in cima che presentava una crepa tale da prevedere un rischio caduta abbastanza imminente. Ugualmente è stato ripristinato il livello inferiore della copertura in coppi e si è sostituita la faldaleria in rame.
Si è poi provveduto alla spicconatura degli intonaci ammalorati, incoerenti, e alla formazione di un nuovo intonaco con prodotti premiscelati eseguiti secondo le seguenti fasi: forma- zione strato di rinzaffo altamente traspirante ed aggrappante a copertura completa delle superfici scrostate, formazione di uno stato di zoccolatura e realizzazione di uno strato di intonachino su tutta la superficie in modo da ugualizzare la finitura della parte reintonacata da quella con intonaco vecchio. Durante i lavori, seppur non previste originariamente si sono sostituite le griglie a chiusura dell’area in cui sono site le campane in quanto risultavano molto deteriorate e più volte rappezzate. A lavori ultimati il campanile ha riacquistato la sua bellezza e attraverso il suono delle sue campane può attirare nuovamente l’attenzione su di se.

 

RESTAURO DELLA FACCIATA DELLA CHIESA DI VESIGNANO
Negli ultimi mesi, su iniziativa degli amministratori della Cappella di Vesignano, si è provveduto ad avviare un progetto per il restauro della facciata della chiesa. Il progetto è stato redatto al fine di dare indicazioni in merito ai degradi della facciata ed agli interventi di restauro conservativo conseguenti. Lo studio ha messo in evidenza come la facciata presenti molte parti in degrado, che richiedono un intervento quali il rifacimento degli intonaci, il restauro degli stucchi con la ricostruzione delle parti mancanti, la tinteggiatura con colori adeguati, la pulizia e il ripristino dei serramenti  esistenti, il restauro del cartiglio sulla porta d’ingresso, la pulizia dei  gradoni e la posa di una lamiera a protezione dei cornicioni.
Il progetto è stato presentato alla Soprintendenza delle belle arti della provincia di Torino, che nei mesi scorsi ha rilasciato le necessarie autorizzazioni per dare il via alle opere di restauro. La stima dei lavori si aggira sui 50.000 euro. Per far fronte a questa cifra e poter portare a compimento l’opera sarà pertanto necessario il contributo di tutti. Chi volesse partecipare può rivolgersi agli amministratori della cappella oppure a don Raffaele.

 

AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2015

LAVORI DI RESTAURO ALLE OPERE D’ARTE DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO

 

Quest’anno ricorre un anniversario importante per la chiesa di S.Francesco, 1215-2015, ottocento anni dalla fondazione del Convento francescano ad opera dello stesso S.Francesco d’Assisi. Per questo motivo, la ricollocazione dell’antica pala d’altare dedicata alla Madonna con Bambino e San Francesco dell’artista lombardo Carlo Francesco Nuvolone è motivo di grande gioia e soddisfazione per il felice esito del restauro che ha riconsegnato alla Chiesa un’opera della quale è ora possibile cogliere le grandi qualità artistiche.

Al recupero hanno contribuito il dott. Bartolo Borgialli, l’Associazione culturale Villa Vallero e l’Associazione culturale Areacreativa42 sotto il coordinamento dell’Architetto Arnaldo Conta Canova. Inoltre stanno proseguendo, ad opera del Lyons Club, i lavori di restauro della Natività dello Spanzotti. Anche il Rotary Club sta sostenendo un’importante intervento di restauro ad un’altra tela francescana collocata sull’altare vicino alla sacrestia. In ultimo, la Compagnia di San Francesco prosegue con il lodevole finanziamento della manutenzione dei banchi della chiesa.

Da sempre la Chiesa crede nel fecondo rapporto tra arte e fede che nei secoli scorsi è stato particolarmente stretto e del quale questa pala d’altare, come le tante opere d’arte delle nostre chiese, è testimone prezioso. Come ricorda il Card. Ravasi “Fede e arte sono sorelle perché di loro natura – come diceva Paul Klee per l’arte – ‘non rappresentano il visibile ma l’Invisibile che è nel visibile’”.

Le opere d’arte delle nostre Chiese sono principalmente testimonianza della devozione di uomini e donne che nei secoli passati hanno voluto nutrire la fede con la bellezza.

Anche i nostri sforzi di conservare e di restaurare questi preziosi beni si pongono sulla scia di quella testimonianza, con l’auspicio che l’amore per la bellezza sia strumento per favorire l’incontro dell’uomo con il suo Creatore.

Bonaudi

 Nel periodo Aprile – Luglio 2015 presso la cappella di Bonaudi, sotto la direzione dell’Architetto Arnaldo Conta Canova, sono stati eseguiti dalla restauratrice Maria Giachetti di Settimo Rottaro i lavori di restauro delle pitture interne. In particolare si è provveduto al recupero del dipinto raffigurante Sant’Antonio Abate collocato presso la parete est della cappella dove in passato vi era un altare dedicato al Santo ancor’oggi venerato presso la frazione.

 

 

 

Obiano

 

Sono in corso presso la cappella di San Biagio in Obiano i lavori di sostituzione e messa a norma dell’impianto elettrico e di illuminazione della cappella. Inoltre è stato rimosso l’antico confessionale appartenente alla chiesa di San Giacomo che “provvisoriamente” era stato collocato presso la cappella e che, assieme a quello identico rimosso dalla chiesa di Pasquaro, tornerà al suo posto presso la parrocchiale di San Giacomo in occasione dell’Anno Santo. Nella cappella troverà così collocazione un nuovo mobile da sacrestia per garantire una miglior cura dei paramenti e delle suppellettili sacre.

 

Campanile di San Michele

 

Sono terminati in questo mese di dicembre i lavori di urgente manutenzione ordinaria al campanile della Chiesa di San Michele. I lavori, diretti dall’Arch. Silvia Vacca e realizzati dall’impresa Immobiliare Gran Paradiso di Ettore Rolando, hanno comportato un intervento alla copertura superiore del campanile e a quella inferiore in coppi, la ricostruzione ed il conseguente corretto fissaggio della croce posta alla sommità del campanile, la sostituzione delle griglie a protezione dello spazio delle campane ed il ripristino dell’intonaco ammalorato. Il preventivo dei lavori è di circa 50.000 euro. Confidiamo nella generosità dei parrocchiani di San Michele per ottenere offerte straordinarie da destinare al pagamento dei lavori eseguiti.

 

 

 

AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2015

CAMPANILE DI SAN MICHELE

Nel mese di agosto è stato avviato dalla Ditta “Immobiliare Gran Paradiso” il previsto intervento al manto della porzione inferiore della copertura del campanile di San Michele e agli intonaci del medesimo

CAPPELLA DI CARDINE

Sono in corso le pratiche per la richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza per il restauro della tela di S.Maria Maddalena.

 

TELA DI SAN GIACOMO

Grazie alla disponibilità della Compagnia di San Giacomo ed avendo ricevuti le prescritte autorizzazioni, saranno presto avviati i lavori di restauro alla tela di San Giacomo collocata nella navata sinistra della chiesa.

 

 

CAPPELLA DI PASQUARO

Cappella di San Giovanni Battista, instancabile Frazione Pasquaro.

Sarebbe azzardato dire che sono terminati i lavori presso la Cappella della frazione Pasquaro, alla luce dell’entusiasmo e della buona volontà della comunità locale, sempre all’opera e desiderosa di migliorare la propria, piccola, ma preziosa chiesa. E’ però necessario, giunti a questo punto, soffermarsi per fare il punto della situazione e considerare come in pochi mesi la situazione sia decisamente mutata e credo di poter dire, con una certa soddisfazione, migliorata.

Ha innanzitutto suscitato interesse ed ottenuto risalto l’opera di restauro, che ha interessato l’apparto pittorico interno. I lavori si sono svolti da dicembre 2014 ad aprile 2015, con temporanea interruzione delle celebrazioni eucaristiche e grazie ai quali una serie di più piccole, ma non meno importanti opere collaterali, hanno ricevuto impulso.

Il restauro degli affreschi delle volte, sia quella centrale, sia quelle laterali e della scritta in latino rinvenuta sull’arcata absidale, ha riportato all’originale luce una delle fasi pittoriche che hanno caratterizzato l’interno della cappella nel passato. La fase pittorica restituita, in maniera omogenea e coerente dal punto di vista temporale, ammirabile oggi dai fedeli è frutto di un lavoro certosino, di indagine storica d’archivio e conoscitiva in loco prima e di restauro oculato poi.

Il risultato credo sia la prima e più grande soddisfazione per tutti, tanto da fare da propulsione, come accennato pocanzi, agli interventi a seguire.

A coronamento dell’intervento di restauro, infatti, proprio nella zona absidale, alle spalle dell’altare ed incorniciata dalla ritrovata iscrizione in latino “VENITE ADOREMUS”, è ritornata a far bella mostra di sé, l’antica tela emersa dalla ricerca d’archivio (storico/fotografica) e raffigurante San Giovanni Battista (il Santo Patrono) a fianco di Sant’Antonio Abate (altro Santo venerato nella Frazione).

La tela, ben conservata, spostata qualche decennio fa nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, sempre in Rivarolo, in una delle sue navate laterali, dopo anni di assenza è ritornata nella posizione originaria e soprattutto nel luogo in cui si ipotizza sia nata.

Al riposizionamento della tela, valorizzata da apposita illuminazione, è seguito lo spostamento del Crocifisso che, non senza alcune perplessità iniziali, come capita per i cambiamenti di situazioni assodate, ha trovato una posizione più centrale e avanzata rispetto al presbiterio, poi ben accolta da tutti, se non preferita, in quanto non solo simbolicamente, ma anche fisicamente più “baricentrica” e vicino ai fedeli.

Il ritrovamento della tela però non è stata l’unica felice scoperta. Accatastata e nascosta fra i resti dell’antico altare, della pavimentazione e della balaustra che separava la navata centrale dal presbiterio, dimenticata sotto la polvere, è emersa una lastra di marmo bianco incisa da un’iscrizione dedicata alla Vergine Maria. Proprio questa scoperta ha permesso di tradurre in realtà il desiderio di dare giusto prestigio ad un’altra figura femminile a cui la Frazione e la città di Rivarolo sono particolarmente devote: la Beata Madre Antonia Verna.

Da tempo, infatti, ed ancor più dalla beatificazione della fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione, era evidente l’intenzione di trovare una sistemazione più consona alla lapide commemorativa. Ecco l’occasione buona.

Grazie al generoso contributo della famiglia Basile – Sartore è stato possibile realizzare, proprio riutilizzando le preziosissime lastre di marmo dell’antico altare, un nuovo altare laterale dedicato interamente alla Beata. Il manufatto risulta quindi doppiamente importante, sia perchè celebra decorosamente la figura di Madre Antonia, sia perchè riutilizza materiali un tempo già consacrati e frutto del lavoro di maestranze quasi del tutto scomparse, capaci di realizzare oggetti completamente a mano (la lastra si data essere stata realizzata, con una certa sicurezza, non meno di 150 anni fa).

Oggi l’altare, la lapide ed il quadro della Beata di Pasquaro, benedetti da don Raffaele Roffino nella Santa Messa del 26 aprile, sono orgoglio non solo delle consorelle da sempre partecipi e presenti e per l’occasione della benedizione accompagnate dalla Madre Superiora Provinciale, ma di tutta la comunità parrocchiale.

Sono infine di questi giorni di fine estate gli “ultimi” (le virgolette sono d’obbligo) lavori.

Due di questi di natura più strettamente funzionale:

– L’ingresso alla chiesa risultava scomodo a causa di uno scalino dall’alzata troppo alta, perciò dalla prossima celebrazione eucaristica, dopo la pausa estiva, ovvero dal 6 settembre, sarà possibile accedere con maggiore facilità grazie all’aggiunta di uno scalino che dimezza l’alzata originaria, realizzato con la stessa pietra di Luserna già utilizzata per le altri parti dell’ingresso.

– Allo stesso modo, anche all’interno, è stato aggiunto uno scalino di medesimo materiale in sostituzione del poco stabile e corto scalino in legno che, specie durante la discesa, rendeva pericolosa l’uscita dalla sacrestia.

Gli altri due, invece, con un evidente significato liturgico.

– Insieme alla lastra utilizzata per l’altare laterale sono state ritrovate altre due lastre, non levigate come l’altra, ma ugualmente lavorate a mano da abili scalpellini con scanalature circolari a raffigurare due angeli intenti a pregare. Le lastre, recuperate, ripulite e riportati gli angeli all’originaria coloritura dorata hanno trovato posto sulle lesene destra e sinistra d’ingresso al presbiterio. Gli angeli, entrambi, rivolti verso il Cristo ed il tabernacolo.

Pure per esse è facile desumere facessero parte dell’antico allestimento della chiesa, anche se al momento non si può dire con piena certezza, sicuro è che la loro collocazione attuale conferisce all’altare principale ed a tutto il presbiterio, ritrovato dal punto di vista pittorico e non solo, una sacralità intensa e palpabile.

– Infine, sono state realizzate, proprio perchè mancanti, due acquasantiere. Semplici, come la natura della chiesa, di marmo bianco, levigato e di forma tondeggiante. Posizionate, ognuna su una colonnina cilindrica di breccia rosa, già facenti parte dell’arredo della chiesa, tra le navate laterali e la centrale in prossimità dell’ingresso.

Durante la Santa Messa della prima domenica di settembre, quindi, oltre a mostrare le ultimi attività svolte, verranno benedette le due acquasantiere che da quel momento entreranno ufficialmente a far parte della ritualità della vita religiosa della rinnovata chiesa di San Giovanni Battista a Pasquaro.

 

Dott. Arch. Daniele LEONE

AGGIORNAMENTO MAGGIO 2015

APERTURA ACCESSO DISABILI A SAN GIACOMO

Domenica 10 Maggio, dopo la S.Messa delle ore 10, è stata benedetta ed aperta la nuova porta di accesso alla chiesa di San Giacomo per i disabili. L’opera, sostenuta e in gran parte finanziata dalla Compagnia di San Giacomo, ha visto finalmente il suo compimento dopo l’espletamento delle necessarie pratiche e autorizzazioni. Il nuovo accesso è stato progettato e seguito nella sua realizzazione dall’Architetto Arnaldo Conta Canova. L’impresa “Immobiliare Gran Paradiso” di Ettore Rolando ha eseguito i lavori edili, mentre la porta è stata realizzata dalla ditta Baima. Il nuovo accesso, oltre a consentire l’ingresso senza l’ostacolo dei gradini, permetterà la valorizzazione di un angolo molto prezioso della chiesa, dotato di alcune tele di notevole valore artistico. Dopo la benedizione fatta dall’Arciprete secondo il rituale proprio, il sacrestano di San Giacomo, Giancarlo Geranio, ha aperto per primo la porta ed i numerosi fedeli che si erano raccolti per il momento liturgico sono entrati in chiesa passando attraverso il nuovo varco.

Rivarolo Canavese, Frazione Pasquaro

Chiesa di San Giovanni Battista

“Restauro della porzioni degradate dell’apparato decorativo interno delle volte e opere manutentive intonaci della controfacciata”

Domenica 26/04/2015 – Riapertura alle celebrazioni liturgiche ed inaugurazione.

Grazie all’iniziativa della vivace comunità della frazione Pasquaro di Rivarolo Canavese hanno preso il via e si sono conclusi, in poco più di tre mesi, i lavori di restauro della chiesa di San Giovanni Battista.

Domenica 26 aprile 2015, dopo un periodo di assenza (per agevolare i lavori, grazie alla disponibilità delle Suore, la Santa Messa domenicale è stata celebrata presso la Cappella dell’Asilo Beata Antonia Verna), la celebrazione della Santa Messa, officiata da un emozionato e soddisfatto don Raffaele Roffino, è ritornata nella chiesa della frazione restaurata ed addobbata dai più eleganti paramenti e fiori.

Le volte, sia delle navate laterali, sia della più ricca navata centrale hanno ritrovato l’originale splendore ed i numerosi saggi compiuti nel corso dei lavori, insieme ad una ricerca d’archivio hanno permesso di ritrovare la scritta ormai scomparsa dall’arcone absidale, che ora può fare nuovamente da cornice alla grande e splendida tela (raffigurante i Santi patroni della frazione) che dopo parecchi decenni fa ritorno a Pasquaro.

Una nota va riservata alla nuova sistemazione della lapide dedicata alla Beata Madre Antonia Verna, che insieme al quadro che la rappresenta, debitamente illuminati, godranno d’una più adeguata collocazione, degna del prestigio della venerata concittadina.

Colma di parrocchiani, non solo della stessa frazione, ha visto la gradita presenza del Sindaco ed altri membri della Giunta Comunale.

Non sono mancati i ringraziamenti: all’Architetto Leone Daniele che ha seguito con dedizione, competenza e professionalità i lavori, alla ditta di restauri Adesso Giorgia, che ha realizzato in maniera meticolosa e rapida l’intervento, senza dimenticare le altre sempre disponibili e qualificate Edilfep di Morando Fabrizio e Piero, Vessella, Varello, Mazza e Baima ed a seguire le persone che hanno altrettanto merito circa la buona riuscita delle opere: Maria Teresa, Anna, Rina, Raffaella, Antonio, Giuseppe e l’”onnipresente” Roberto. Un ringraziamento anche alla Fondazione CRT che ha patrocinato l’opera con il suo contributo.

La mattinata si è conclusa con un piacevole ed allegro rinfresco offerto dalla comunità parrocchiale locale, con l’augurio di ritrovarsi presto alla prossima iniziativa.

AGGIORNAMENTO PASQUA 2015

CAPPELLA DI PASQUARO

La Cappella dedicata a San Giovanni Battista ritrova il suo Santo patrono.

Sono terminati i lavori di restauro dell’apparato decorativo interno della Chiesa di Pasquaro.

Innanzitutto un grazie alle Suore dell’Istituto Immacolata Concezione della frazione per la disponibilità all’utilizzo della Cappella interna all’asilo e non meno ai fedeli che di buon cuore hanno assecondato il “cambio di sede” temporaneo. Con la chiesa sgombra, infatti, si sono potute velocizzare le opere, allo scopo congiunto di restituire il prima possibile ai parrocchiani l’opera compiuta.

Dopo il periodo natalizio sono iniziate le fasi cruciali, più delicate, ovvero il restauro dell’apparato pittorico delle volte della navata centrale, più ricche e di maggior pregio sia dal punto di vista della ricchezza pittorica in senso stretto, sia da quello della complessità cromatica e decorativa. Le numerose lacune e le più o meno gravi lesioni avevano di fatto compromesso la leggibilità delle pitture e la resa dell’intera superficie voltata, ma l’intervento, giunto in questa fase avanzata, consente già di constatare l’effettiva trasformazione che, anche se a cantiere in corso, preannuncia un gradevole ed armonico risultato.

I vari saggi conoscitivi compiuti durante i lavori sulle murature hanno fatto emergere e consentito di comprendere la sussistenza di varie “fasi pittoriche”, mettendo in luce strati decorativi sovrapposti ed inaspettati, non risparmiando alcune sorprese. L’accurato descialbo, nelle porzioni in cui lo stato di conservazione non era definitivamente compromesso, ha consentito di riportare in superficie notevoli testimonianze di “fasi” pregresse, che, dove non definitivamente perdute, saranno conservate come memoria storico-pittorica dell’evoluzione decorativa della Cappella.

Il paziente e minuzioso lavoro compiuto in loco ha altresì permesso di verificare quanto dapprima emerso dalla ricerca storica, ovvero la presenza, in corrispondenza dell’arcone absidale di una iscrizione in latino. L’intervento in questo caso, nonostante l’entusiasmo per la piacevole scoperta, ha messo in evidenza uno stato di conservazione pessimo, dovuto al susseguirsi di interventi di decorazione non certo oculati. La perseveranza però ha premiato e l’iscrizione ha ritrovato il suo originale splendore e si prepara per essere cornice a ciò per cui si ipotizza essere nata.

A coronamento dell’intervento di restauro, infatti, proprio nella zona absidale, alle spalle dell’altare ed incorniciata dalla ritrovata iscrizione, ritornerà a far bella mostra di sé, una antica tela. Non una tela qualsiasi, ma proprio quella emersa dalla ricerca nell’archivio fotografico e raffigurante San Giovanni Battista (il Santo Patrono) a fianco di Sant’Antonio Abate (altro Santo venerato nella Frazione).

La tela, oggi nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, sempre in Rivarolo, spostata in una delle sue navate laterali qualche decennio fa, ha fatto quindi, dopo anni di assenza, ritorno nella posizione originaria e nel luogo per cui si ipotizza essere nata…

Con questa operazione di importante ricollocazione, di notevole valore artistico, oltre che sentimentale per la comunità locale e con alcuni altri dettagli che sono in questi giorni in fase di studio, sia dal punto di vista esecutivo, sia dal punto di vista di reperimento di fondi, si presume di poter concludere in tempi ragionevoli le opere di restauro e sistemazione.

LA RIAPERTURA DELLA CHIESA SI TERRA’ DOMENICA 26 APRILE ALLE ORE 10 con la S.Messa e a seguire illustrazione delle opere realizzate e rinfresco.

Eventuali offerte e donazioni, oltre ad essere sentitamente gradite, saranno da recapitare direttamente presso la casa parrocchiale di San Giacomo.

(Si avvisa che nessuna persona è stata autorizzata per il ritiro a domicilio).

AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2014

Restauro del dipinto su tela raffigurante l’ “Ultima cena”

con cornice lignea dipinta

Nei giorni scorsi è stato consegnato al Laboratorio di Restauro Rocca s.n.c. di Balangero il dipinto raffigurante l’Ultima Cena, collocato all’interno della sacrestia della Chiesa della Confraternita dei Santi Rocco e Carlo Borromeo.

Come altre opere presenti all’interno della sacrestia, si tratta di un dipinto probabilmente proveniente da altro edificio, al momento non identificabile; sebbene siano sconosciuti l’autore e la datazione, la tela, di notevoli dimensioni, si presenta piuttosto interessante sia dal punto di vista compositivo sia per la qualità pittorica che traspare dalle abbondanti ridipinture alla quale è stata sottoposta.

In questa rappresentazione, il Cristo è perfettamente al centro della scena con la mano destra alzata in atto di benedizione, mentre nella sinistra regge un pane; anche il calice è nel mezzo del tavolo, in asse con il centro del viso del Cristo.

La scena è articolata: gli apostoli si dividono in due gruppi da sei attorno alla figura centrale e, mentre i due vicini a Cristo osservano con atteggiamento di devozione il loro Maestro, gli altri sembrano intenti a commentare fra di loro i gesti e le parole di Gesù.

La figura in primo piano a sinistra della composizione è rivolta verso l’osservatore, nell’atto di raccogliere qualcosa da terra: probabilmente si tratta di Giuda intento a prendere il sacchetto dei denari prezzo del tradimento, ma la scena non è chiara a causa del cattivo stato di conservazione di questa parte della tela.

Nella parte superiore alcuni angeli tra le nuvole accentuano l’attenzione sulla figura del Cristo.

Per quanto riguarda lo stato di conservazione del dipinto, la superficie pittorica è assai offuscata da una spessa deposizione di polvere che impedisce di apprezzarne le cromie, che risultano uniformate su toni grigi e scuri.

Il dipinto presenta problemi di conservazione da attribuirsi, in parte, all’umidità di condensa ciclicamente formatasi sulla parete, con conseguente ossidazione della vernice di protezione (che si evidenzia con zone di imbianchimento) ed indebolimento dello strato preparatorio e del colore.

Un taglio molto evidente di circa 15 cm si trova in basso, sull’estrema sinistra, in corrispondenza del piede di un apostolo, mentre un secondo taglio, verticale, di circa 18 cm, è situato in basso a destra.

In tutta la tela, e in particolare nella parte inferiore del dipinto, si evidenziano i numerosi interventi di ridipintura sommaria, atti a porre rimedio, in passato, alle cadute di colore, i quali rendono difficile la leggibilità dell’opera.

La cornice del dipinto è in legno dipinto con modanature lineari. Si osservano spesse deposizioni di polvere sulle modanature ed un complessivo appannamento della originaria lucentezza.

I legni mostrano accentuati segni di un passato attacco di xilofagi mentre in più punti, soprattutto nella parte inferiore, il gesso di ammanitura tende al distacco dal supporto. Il braccio inferiore della cornice, in un punto debole del legno presenta una frattura.

Per meglio valorizzare il restauro, al termine dei lavori e in accordo con la competente Soprintendenza, si cercherà una collocazione più idonea al dipinto in modo da consentirne la visibilità da parte dei fedeli.

Arch. Arnaldo Conta Canova

 

CAPPELLA DI PASQUARO

La Cappellania di Pasquaro non si accontenta delle luminarie natalizie, accende i riflettori.

Sono i riflettori alogeni dell’impresa incaricata del restauro, in particolare del primo lotto (A) che interessa l’apparato decorativo interno delle volte della piccola, ma vivace chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Sono infatti iniziati, lunedì 24 novembre 2014, i suddetti lavori dopo l’incontro ad inizio mattinata tra maestranze, progettista e direttore lavori e soprattutto gli amministratori della cappella della Frazione, messi davanti alla tanto ambita possibilità di iniziare i lavori (ottenuta l’autorizzazione dalle Soprintendenze) ed il desiderio di allestire al meglio e quanto prima il rinnovato presepe, giunti ormai alle porte del Santo Natale. La concertazione è stata rapida e mirata a non rinunciare a nessuna delle due priorità decidendo, con la mediazione del determinato parroco don Raffaele Roffino, di iniziare prontamente con i lavori.

Si è prontamente proceduto dalla navata sinistra, sulla prima vela a lato dell’altare, dove già si può intravedere la rinnovata “lucentezza” pittorica, pronta ad ospitare le predisposizioni per il montaggio del presepe, che anche quest’anno potrà essere ammirato dai fedeli come da tradizione. Si sta ora proseguendo con le ulteriori porzioni della stessa navata, per poi dedicarsi, entro fine anno, prima alla navata laterale destra, poi a quella centrale e solo, presumibilmente ad inizio 2015 alla più delicata zona absidale, per la conclusione del primo e più rilevante lotto, per poi concludere l’intervento con il secondo della controfacciata e la rifinitura globale verosimilmente nel mese di gennaio o poco dopo. Questa bozza di cronoprogramma dovrebbe permettere, diversamente da come ipotizzato in prima battuta e con le dovute cautele del caso (proprio per la difficile definizione dei tempi dovuta alla natura dei lavori) di poter procedere senza dover rinunciare alla celebrazione delle Sante Messe, perlomeno durante il periodo natalizio, consentendo ai fedeli di seguire, tra l’altro, passo-passo l’iter dei lavori, potendo apprezzare l’evoluzione sia delle opere di restauro, sia il prima / dopo delle decorazioni, ancora visibile in queste fasi.

Si coglie la gradita occasione, quindi, per ringraziare chi si è adoperato fin da subito per rendere scorrevoli e semplici le fasi iniziali di allestimento e programmazione, a chi continuerà a farlo per le fasi successive e a chi vorrà decidere di contribuire con le proprie offerte e contributi alla raccolta dei fondi necessari, che ad oggi, compresi quelli previsti dal bando Fondazione CRT, raggiungerebbero circa la metà dei costi totali preventivati. Ricordiamo che le offerte verranno raccolte esclusivamente in parrocchia San Giacomo oppure consegnandole direttamente a Maria Teresa. Buon Santo Natale a tutti !

Dott. Arch. Daniele LEONE

aggiornamento SETTEMBRE 2014

CAMPANILE E CHIESA DEL GESU’

 

Nel mese di Giugno abbiamo potuto riascoltare il suono delle campane del Gesù, al termine dei lavori di urgente manutenzione ordinaria del campanile. I lavori, a norma dell’autorizzazione della Soprintendenza per i beni Architettonici, non hanno interessato il rifacimento delle scale, dei pianerottoli, l’impianto di illuminazione e il castello delle campane in quanto un intervento completo di ristrutturazione avrebbe richiesto un maggior esborso economico. L’obiettivo dell’intervento è stato esclusivamente di preservazione dell’esistente e di messa in sicurezza della struttura. Inoltre si è provveduto a ripulire il comprato di salita e sono state collocate reti per impedire l’accesso ai piccioni, causa di numerosi danni per le nostre chiese.

L’Architetto Silvia Vacca ha presentato presso la Soprintendenza la richiesta di autorizzazione ed il relativo progetto per il risanamento interno della chiesa del SS. Nome di Gesù, come già scritto nel Bollettino dell’Autunno 2013. L’intervento vuole impedire ulteriori danni alla chiesa e al suo apparato pittorico dovuti all’umidità di risalita. Il finanziamento di quest’opera sarà in parte coperto dall’alienazione dell’immobile di proprietà della Confraternita del SS. Nome di Gesù sito in via Ivrea, 83, il cui ricavato, a norma dell’autorizzazione dell’Ordinario Diocesano, deve essere destinato per la chiesa del Gesù. Siamo fiduciosi che, con l’aiuto di altri contributi di enti o di privati cittadini la nostra bella chiesa del Gesù potrà tornare agli antichi splendori.

 

ORATORIO DI SAN MICHELE

Il temporale e la violenta grandinata del 7 luglio scorso hanno intasato le gronde e i pluviali del salone dell’Oratorio di San Michele facendo sì che l’acqua penetrasse nel salone stesso con danni materiali al soffitto. L’enorme quantità di acqua che si è riversata sul tetto proveniva in parte anche dal tetto della falda nord della Villa San Giuseppe, di proprietà del Comune, le cui acque meteoriche, tramite grondaia, scaricano nella conversa del tetto dell’Oratorio posta in aderenza al muro di confine. Il solerte intervento del lattoniere Obertino con gli operai della ditta Immobiliare Gran Paradiso coordinati dall’Architetto Daniele Vaulà e l’opera di pulizia delle mamme dell’Oratorio ha evitato danni ulteriori al Salone e al parquet. Nei giorni successivi l’amministrazione comunale, che ringraziamo per la lodevole sollecitudine, ha provveduto a far intervenire l’Ufficio Tecnico del Comune con adeguate opere sulle grondaie della Villa San Giuseppe. L’intervento realizzato nel salone, dopo la regolare denuncia alla Società Cattolica di Assicurazioni per il danno subito, è consistito nel montaggio di un idoneo trabattello per asportare la controsoffittatura danneggiata, il disfacimento e la posa di un nuovo conversone, la ripassatura generale del manto di copertura con sostituzione dei coppi spaccati dalla tempesta e la risistemazione delle quadrotte di controsoffittatura. Per l’inizio delle attività dell’Oratorio il salone risulta così nuovamente agibile.

 

 

CHIESA E CAMPANILE DI SAN MICHELE

 

Ultimati i lavori di manutenzione ordinaria ai tetti degli immobili parrocchiali risulta ora necessario programmare un intervento al manto di porzione inferiore della copertura del campanile di San Michele e per la porzione più alta della copertura della chiesa di San Michele, entrambi non accessibili attraverso una semplice autogru. Da un sopralluogo dei nostri tecnici risulta che vi sia in atto uno scivolamento di alcuni coppi e la caduta di parte dell’intonaco del campanile e lo spostamento di alcuni coppi della porzione superiore del tetto della chiesa, dovuto anche alla numerosa presenza di piccioni che recano danno al sottotetto della chiesa stessa, rendendo necessario un intervento per impedirne l’accesso. La Soprintendenza ha già dato parere favorevole all’esecuzione delle opere tuttavia, data la complessità dell’intervento, il Consiglio per gli Affari Economici, in sinergia con i pareri che la Soprintendenza stessa fornirà, provvederà nei prossimi mesi a valutare le modalità più opportune per eseguire i lavori.

 

LAVORI AL CAMPO DELL’ORATORIO DI SAN GIACOMO

 

Nel Bollettino di Pasqua 2013 comunicavamo l’idea, nata dai giovani dell’Oratorio, sostenuta da don Davide Rossetto e annunciata il 19 gennaio 2013 in occasione della S.Messa celebrata da Mons. Giuseppe De Andrea nell’anniversario della scomparsa del fratello Mons. Giovanni, di realizzare presso il complesso dell’ex Convento di San Francesco un campo da calcetto in erba sintetica. Mons. De Andrea aveva aperto la sottoscrizione per l’opera con una generosa offerta in memoria del fratello. Il preventivo dell’intera opera era di circa 50.000 euro. Nei mesi successivi avevamo avviato le procedure con la Diocesi di Ivrea, proprietaria dell’immobile, la quale aveva espresso parere favorevole purché l’intervento si inserisse all’interno del progetto di riqualificazione e razionalizzazione degli spazi dell’intero ex convento comprendente la scuola SS. Annunziata, la zona della palestra e i nuovi locali che si volevano adibire a Caritas parrocchiale, così come scritto nel Bollettino dell’Autunno 2013. Nei primi mesi del 2014 il progetto di adeguamento dell’intera area subiva una battuta di arresto dovuta agli elevati costi e all’impossibilità, complice la crisi economica in atto, di cedere a terzi parte degli immobili, ora inutilizzati, e recuperare così fondi indispensabili per avviare i lavori. Contestualmente veniva comunicato alla Caritas parrocchiale che non si sarebbero potuti avviare i lavori di adeguamento dei locali. Risultava così evidente l’impossibilità, da parte della Parrocchia, di procedere ulteriormente con l’esecuzione di opere che sarebbero state realizzate su di un’area la cui destinazione non era ben definita. Dopo aver informato dello sviluppo dei fatti Mons. De Andrea, primo sostenitore dell’opera, dopo aver sentito il parere di don Maurizio, attuale responsabile dell’Oratorio, e dopo essermi consigliato con alcuni tecnici competenti, ho ritenuto prudente sospendere la prosecuzione del progetto. Poiché le offerte raccolte per il campo ammontano a 18.760 euro, ho incaricato l’Architetto Arnaldo Conta Canova di verificare la possibilità di redigere un progetto di ristrutturazione e di adeguamento del cortile dell’Oratorio di San Giacomo, ipotizzando la realizzazione di un campo da basket/pallavolo. Dopo aver condiviso quest’idea con Mons. De Andrea ed avendo ottenuto il suo benestare, sono ora in attesa di valutare la fattibilità dell’intervento. Le offerte già raccolte verrebbero così destinate a questo progetto che potrebbe così incrementare gli spazi riqualificati per i nostri giovani e anche per coloro che ne facessero richiesta.

 

 

SAN ROCCO

 

In occasione della festa di San Rocco abbiamo potuto apprezzare il restauro della pala dell’altare raffigurante la Beata Vergine Maria Assunta con i Santi Rocco e Carlo, titolari della Confraternita. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito per la realizzazione di quest’opera, i singoli offerenti e in particolare la Compagnia di Sant’Eligio che ha in San Rocco la sua sede storica. Ora abbiamo in cantiere il restauro di un’altra opera custodita nella sacrestia di San Rocco. Si tratta di una tela raffigurante l’Ultima Cena, probabilmente proveniente dall’ex convento di San Francesco. Avvieremo a breve le pratiche presso la Soprintendenza per il recupero dell’opera e, una volta restaurata, la collocheremo nella chiesa di san Michele, rendendo così possibile a tutti la visione della tela.

 

 

ACCESSO DISABILI A SAN GIACOMO

Speravamo di poter iniziare prima dell’estate i lavori per l’accesso dei disabili in San Giacomo e la contestuale sistemazione definitiva del battistero nello spazio già attualmente utilizzato per le celebrazioni dei Battesimi, tuttavia le pratiche necessarie per l’apertura dell’accesso nella facciata della chiesa hanno richiesto ancora tempo. La pazienza ci aiuterà a realizzare presto l’opera! Nel mentre ringraziamo coloro che hanno già dato la propria offerta ed in particolare la Compagnia di San Giacomo.

CAPPELLA DI PASQUARO

 

Gli Amministratori della cappella di Pasquaro rendono noto che è giunta l’autorizzazione della Soprintendenza per i lavori di restauro conservativo degli apparati decorativi interni delle volte della chiesa di San Giovanni Battista. Nei mesi scorsi si è provveduto alla manutenzione ordinaria del tetto ed ora si procederà, sotto la direzione dell’Architetto Daniele Leone, ad avviare il restauro. Si prevedono due interventi distinti: uno volto al restauro conservativo ed estetico dell’apparato decorativo interno delle volte (lotto A) e l’altro al risanamento del degrado degli intonaci della controfacciata (lotto B). Sarà necessario, per un breve periodo, sospendere le celebrazioni liturgiche permettendo così la realizzazione dei ponteggi necessari al cantiere. Il preventivo dell’intera opera ammonta a circa 15.000 euro. Coloro che lodevolmente vorranno contribuire potranno portare le proprie offerte in Parrocchia. Onde evitare spiacevoli inconvenienti, nessuno è autorizzato a raccogliere le offerte per conto della cappella. Grazie!

 

CAPPELLA DI BONAUDI

 

Gli Amministratori della cappella di Bonaudi rendono noto che è giunta l’autorizzazione della Soprintendenza per i lavori di restauro dell’apparato decorativo pittorico interno. Prima di avviare i lavori, sotto la direzione dell’Architetto Arnaldo Conta Canova, si dovrà procedere ad alcune opere di risanamento murario lungo il perimetro est della cappella onde evitare che infiltrazioni d’acqua possano danneggiare le pitture interne.

 

Campane di San Francesco

Con l’autorizzazione dell’Economo della Diocesi di Ivrea, proprietaria dell’immobile, nel mese di gennaio la ditta Trebino di Uscio ha provveduto ai lavori straordinari con la messa in sicurezza e a norma dell’impianto delle campane della chiesa di San Francesco con un intervento sulla meccanica di rotazione delle quattro campane e l’impianto di elettrificazione. Ringraziamo la Compagnia di San Francesco per il generoso contributo e i singoli che hanno già portato in parrocchia le offerte. L’intervento è stato di 11.000 euro, restano ancora da saldare 4.000 euro. Grazie!

Campane di Pasquaro

 

Sempre nel mese di gennaio anche a Pasquaro si è dovuto intervenire per la messa in sicurezza della prima campana, la campana dell’Angelus, con la sostituzione della meccanica di aggancio. L’intervento ha comportato l’abbassamento e lo smontaggio della campana, il disceppamento del contrappeso in ghisa di bilanciamento, la fornitura di un nuovo isolatore in legno forte africano Iroko, la fornitura di una nuova serie di cravatte per l’aggancio della campana al rispettivo ceppo, l’innalzamento, l’inceppamento e la centratura della campana. Il tutto ha comportato un costo complessivo di 1.680 euro. Le disponibilità economiche della cappella sono limitate, pertanto siamo invitati a contribuire con offerte straordinarie per il saldo dei lavori. Grazie!

 

Tela di S.Francesco

 

Morbido e piumoso come Nuvolone

Pittore milanese del ‘600 di ascendenza correggesca e reniana.

Ora un suo dipinto ritrovato ne esalta le qualità. Apprezzate anche da Renoir.

E’ singolare il destino di uno dei grandi pittori lombardi del ‘600, espresso da una fertile bottega familiare: Carlo Francesco Nuvolone. Pur nell’indiscusso ossequio, il relativo disinteresse della storiografia recente, compensato soltanto dalla ponderosa monografia di Filippo Maria Ferro (Nuvolone, una famiglia di pittori nella Milano del ‘600, Edizioni del Soncino, 2003) non corrisponde alla puntuale, assidua attenzione della letteratura artistica fin da poco dopo la morte del Nuvolone nel 1661. Già nel 1664 Carlo Torre lo dice “moderno pittore, e delicato”. Nel 1704 l’Orlandi, nel suo Abecedario pittorico, indicandone perfettamente le ascendenze, scrive: “Il padre lo instradò nell’arte; fatto franco del disegno, si diede a studiare le opere di Giulio Cesare Procaccini e del Cerano…e dalla maniera del Procaccini adducendo i colori con grazia elegante si avvicinò a Guido Reni”. Una ricostruzione pertinente, e corrispondente a una veridica valutazione dei riferimenti dell’artista .

Di lì a poco, più per ragioni metaforiche che per esperita conoscenza, Nuvolone diventa il Guido Reni della Lombardia (Lattuada 1737-38). Per il Lanzi (1789), Nuvolone “non abbonda in figure; ma in esse è delicato e gentile, grazioso nelle forme e nel girar delle teste, con una soavità e armonia di tinte che piace fra pochi”. Sono riscontri positivi e continuativi, e verranno sempre più focalizzandosi con gli accostamenti al Correggio (Grasselli, 1827), a Paolo Veronese e a Murillo (Mongeri, 1872), A Van Dyck (Malvezzi, 1882). Non sono mancati, dunque, a Nuvolone, attenzioni e riconoscimenti che, nel Novecento, continuano con il Nagler, il Malaguzzi Valeri, il Voss, fino al Baroni e al Testori, con il graffio eloquente del Longhi: “Nuvolone sembra fissare le preferenze dei pittori lombardi fino all’Ottocento, fino al Piccio e al Ranzoni. Ma sta più in alto di quei tardo-romantici, e giunge a una morbidezza di impasto piumoso, da non dispiacere a un buon francese intorno al 1880; di cui però – per non confondere –non pronuncio il nome contentandomi di avere un poco sollevato quello, troppo dimenticato, di Carlo Francesco Nuvolone”.

Ho voluto insistere sulla vicenda critica perché a quelle definizioni, a quegli accostamenti, a quelle indicazioni formali, corrisponde un’opera sconosciuta che ho incrociato nella chiesa di San Francesco a Rivarolo Canavese. Di pittura così morbida, e di così evidente ascendenza correggesca e reniana, da essere l’identikit di quelle descrizioni. La qualità è tale da autorizzare il nome del francese (proprio in questi giorni celebrato a Torino) che Longhi non pronuncia: Pierre Auguste Renoir.

Del nuovo dipinto, in assenza di documenti relativi al patrimonio artistico della chiesa di San Francesco, dopo l’incendio dell’archivio, sappiamo che fu donato alla chiesa, in seguito alla soppressione napoleonica del convento delle Sublate, dal Conte Giulio di Castellazzo nel 1824, in sostituzione di un’antica icona di San Francesco. Il quale, peraltro, è rappresentatonel dipinto in tenerissima adorazione del bambino che gli affida la Vergine, seduta tra le nuvole, in un tripudio di angeli, riproducendo, nelle dimensioni della pala dell’altare (cm 151×117) il bozzetto a olio su carta della Collezione Lapeyre di Milano, pubblicata dal Ferro con l’erronea identificazione del santo in San felice da Cantalice, i cui tratti fisiognomici sono quelli riconoscibili (come in altri numerosi pittori) in una pala dello stesso Nuvolone per la chiesa del Convento dei Cappuccini a Sondrio.

Il nuovo, armonioso dipinto di Rivarolo ci consente la puntualizzazione iconografica. L’evidenza stilistica suggerisce una datazione piuttosto precoce nella fase aurorale del pittore, in prossimità del Cairo e del Discepoli, “caratterizzata da una cifra espressiva e sognante, oltre che da una stesura vaporosa e atmosferica” (Frangi, 1998), verso 1640-45, prima di esiti monumentali documentati come la pala per la chiesa di Santa Maria delle Neve nel Convento delle Cappuccini Vecchie di Parma, del 1647.

Vittorio Sgarbi, da “SETTE” del 6.12.2013

L’Associazione culturale Areacreativa 42 di Casa Toesca, nella persona della Presidente Karin Chiono Reisovà, ha promosso dal 16 novembre all’8 dicembre 2013 la II edizione del Premio Carlo Bonatto Minella di pittura, scultura e fotografia. Gli artisti finalisti hanno partecipato alla mostra collettiva di Villa Vallero e per i vincitori sono state allestite le mostre nella dimora settecentesca di Casa Toesca in via Ivrea. Alla cerimonia di premiazione di sabato 16 novembre nel palazzo comunale di Rivarolo hanno preso parte il nostro vescovo, Mons. Cerrato e il Prof. Vittorio Sgarbi come Presidente di giuria. Dopo la cerimonia il Prof. Sgarbi ha voluto visitare le chiese della nostra città ed è stato particolarmente colpito dalla chiesa di San Francesco, dove ha individuato una preziosa tela del pittore Nuvolone (1609-1662), di qualità eccelsa, la quale necessita di un intervento di restauro. Il dipinto su tela è collocato al di sopra dell’altare maggiore e raffigura la Madonna con il Bambino e San Francesco. Ottenuto il benestare dell’ Economo della Diocesi di Ivrea, proprietaria della chiesa, e l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni storici del Piemonte, il restauro sarà effettuato con il contributo dell’Associazione Areacreativa 42, di alcuni soci dell’Associazione Culturale Villa Vallero a titolo personale e del dott. Bartolo Borgialli. Ringraziamo i generosi benefattori per il contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale e per il prestigio che donano alla nostra città.

CHIESA DEL GESU’

La Chiesa della Confraternita del SS. Nome di Gesù, pregevole rappresentanza dell’architettura barocca ormai da diversi anni apre le porte ai suoi fedeli. Spazio per concerti ed attività culturali è tutt’oggi luogo consacrato che sotto la cura e l’attenzione della Parrocchia di San Michele e dell’Associazione degli Amici del Castello di Malgrà conserva al suo interno interessanti decorazioni e pitture architettoniche.

La chiesa ha come oratorio originale un edificio sito ove sorge l’attuale chiesa databile fine 1500 e primi 1600 di cui unica traccia visibile è il campanile, datato 1677. Nel ‘700, in seguito a donazioni e lasciti, la chiesa assume l’aspetto attuale, con la realizzazione del Sancta Sanctorum (1736), ed, in seguito, con la realizzazione della nuova facciata (1750 e da pochi anni ristrutturata), bipartita in altezza e scandita dal ritmo di alte lesene come coronamento dell’interno dell’edificio. Solo dieci anni dopo quest’ultimo intervento, viene acquistata una porzione di terreno posta ad ovest dell’edificio ove si realizzerà la sacrestia e il corridoio di accesso. Di grande pregio l’interno, opera dell’architetto Pietro Bonvicini (1774), con una revisione totale dell’interno apre nuove luci nelle cappelle laterali e, per correggere il punto di vista d’ingresso, crea una bussola in legno di diverso spessore e di grande impatto visivo. Un’importante raccolta di tele sei-settecentesche adorna le pareti dell’aula, del coro e della sacrestia.

Un edificio di così interessante valore architettonico necessita oggi di una serie di interventi di ristrutturazione. Nello specifico risulta necessario un’opera di manutenzione della copertura del campanile, in quanto, mentre la sua struttura appare compatta e priva di danni evidenti, la copertura in coppi alla piemontese presenta elementi rotti o scivolati pertanto ne derivano infiltrazioni. Il manto di copertura poggia su una piccola capriata in legno, relativamente in buono stato, e su un assito in legno, quale orditura secondaria, con parti danneggiate dalle suddette infiltrazioni. Urge pertanto intervenire in modo da non creare ulteriori problemi alle sottostanti campane, tutt’ora presenti e che si intende rimettere in funzione. Andranno inoltre sostituite alcune scale, o elementi di queste, così come parte dei tavolati utili a raggiungere la sommità del campanile stesso. In occasione di tale intervento sarà opportuno apporre reti anti intrusione a tutte le aperture del campanile in modo da impedirne l’accesso ai piccioni che al momento ne hanno fatto la loro casa con conseguente danneggiamento.

Altro intervento di maggiore impatto, ma di grande necessità risulterebbe la realizzazione di un vespaio areato sotto tutta la chiesa. Si riscontrano al momento danni da acqua di risalita lungo i muri perimetrali e mancanza della necessaria areazione sotto il pavimento che risulta sovente bagnato. Nell’ottica di voler rendere il più possibile sano l’ambiente e salvaguardarne l’integrità architettonica nonché quella pittorica  ci si augura di poter presto attivarsi per i suddetti lavori.

Una grande opera di restauro è in corso da anni grazie all’Associazione Amici del Castello dei Malgrà, per recuperare completamente l’apparato pittorico presente nella chiesa è indubbio che altrettanto importante risulterebbe un intervento a salvaguardia dell’ambiente e delle strutture della stessa. Tutto questo anche in considerazione del fatto che nel mese di Giugno, tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, utilizzeremo questa Chiesa per la celebrazione della Messa feriale delle 17.30. Un modo per recuperare, anche dal punto di vista religioso, questa preziosa e bella chiesa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: